Orari delle lezioni, diritto allo studio, alloggi, servizi e futuro professionale. Sono le questioni emerse dal confronto tra studenti, famiglie, docenti e la candidata alla carica di rettore dell’Università di Cagliari, Chiara Di Guardo, durante l’incontro “L’Università che vorremmo”, ospitato alla Casa del Quartiere di Is Mirrionis.
A guidare il dibattito sono state soprattutto le domande degli studenti, a partire da un tema apparentemente organizzativo ma capace di incidere profondamente sulla vita universitaria: la gestione del tempo. “Questo semestre mi ritrovo con tantissime ore buche e, alla fine, devo trascorrere in facoltà quasi il doppio del tempo rispetto alle ore effettive di lezione”, ha raccontato una studentessa. “Per chi vive a Cagliari è un disagio, ma per chi è pendolare significa trascorrere intere giornate in funzione dell’Università, senza riuscire a dedicare tempo allo sport o ad altre attività. È possibile ripensare l’organizzazione degli orari per rispettare maggiormente il tempo degli studenti?”.
Dalla questione degli orari il confronto si è allargato alle condizioni concrete in cui studentesse e studenti affrontano il percorso universitario. Al centro sono finiti il diritto allo studio, la disponibilità degli alloggi, l’organizzazione dei piani di studio, la qualità e l’accessibilità degli spazi, ma anche il rapporto tra formazione e possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.
Ampio spazio è stato dedicato inoltre all’orientamento e alla comunicazione tra Ateneo e studenti, con la richiesta di rendere più semplici e accessibili informazioni e servizi. Un’esigenza che riguarda anche chi l’Università deve ancora sceglierla: per i giovani prossimi alla maturità, infatti, individuare un percorso significa confrontarsi con le proprie attitudini, conoscere le opportunità disponibili e provare a costruire una prospettiva per il futuro.
L’incontro è stato pensato come un momento di ascolto più che come una semplice presentazione programmatica. A prendere la parola sono stati studenti e studentesse, genitori, docenti e giovani interessati a conoscere da vicino le prospettive dell’Ateneo, portando esperienze personali, difficoltà e aspettative.
“È emerso un quadro fatto di criticità, ma anche di opportunità”, ha sottolineato Di Guardo al termine del confronto. “Gli spunti condivisi sono stati per me di grande ispirazione e ho ritrovato una forte sintonia con molti dei contenuti del mio programma. Ho provato a dare qualche risposta, portando le mie riflessioni, la mia esperienza e la mia passione”.
Per la candidata, il valore dell’incontro va oltre i singoli temi affrontati. “La serata di oggi mi restituisce ancora una volta la certezza che mettere insieme le intelligenze e le competenze ci porta lontano. Perché solo insieme funzioniamo!”, ha concluso.
Dalle domande raccolte durante la serata emerge così una richiesta di un’Università più attenta alla quotidianità di chi la vive: un Ateneo capace di confrontarsi con i problemi organizzativi, ma anche di accompagnare gli studenti nell’intero percorso, dall’orientamento alla formazione, fino alla costruzione del proprio futuro professionale.










