Svolta nella tragica storia di Danilo Cancedda, le guardia giurata troverà senza vita a Santa Gilla il 13 febbraio. La famiglia, con enorme dignità e forza, ha sempre respinto l’ipotesi del suicidio e- come riportato da l’Unione Sarda- adesso anche la giustizia sembrerebbe confermarlo. La giudice per le indagini preliminari Claudia Sechi ha infatti respinto l’archiviazione, riaprendo quindi le indagini per istigazione al suicidio.
È stata accolta quindi la richiesta da parte dei legali della famiglia Cancedda, Mauro Trogu, Attia Alfano e il criminologo Mario Meloni, e mercoledì verranno effettuati dalla Polizia Scientifica accertamenti irripetibili su diversi importanti elementi come la cintura dell’ auto ritrovata stretta attorno al collo di Danilo e alcune tracce all’interno della vettura del 40enne.
La famiglia, distrutta dal dolore, ha portato avanti in questo anno e mezzo una dura battaglia cercando di dimostrare punto per punto tutti i dubbi e le perplessità circa la morte di Danilo. La riapertura dell’inchiesta, precisa la gip, vuole chiarire appunto i lati ancora oscuri della vicenda e- grazie ai nuovi accertamenti medico- legali e strumentali soprattutto sulla cintura ritrovata al collo di Danilo- eliminare ogni ombra su questa terribile storia.










