A lanciare nuovamente l’allarme è il segretario provinciale della FSP di Cagliari, Gilberto Pisu, che denuncia condizioni di lavoro sempre più difficili per i poliziotti chiamati quotidianamente a garantire sicurezza, vigilanza e gestione dei flussi migratori. Gli arrivi sulle coste sarde sono aumentati sensibilmente e, secondo la denuncia sindacale, a questo incremento non è corrisposto un adeguato rafforzamento degli organici, dei mezzi e delle strutture. Il risultato è una situazione che pesa direttamente sulle spalle degli operatori di Polizia, costretti a lavorare in condizioni sempre più complesse, affrontando quotidianamente identificazioni, trasferimenti, vigilanza, gestione delle emergenze e problematiche legate alla sicurezza. Non è più possibile continuare a gestire un fenomeno in continua evoluzione con strumenti e risorse che non sono adeguati alle reali necessità. Il disagio espresso dai poliziotti e dai rappresentanti sindacali è ormai sempre più forte e merita un confronto serio e unitario tra tutte le sigle della Federazione, con l’obiettivo di portare finalmente all’attenzione del Ministero dell’Interno e delle istituzioni una situazione che non può essere ignorata. «Monastir non può essere lasciato solo e, soprattutto, non possono essere lasciati soli i poliziotti che ogni giorno garantiscono il funzionamento della struttura», afferma unanimemente la Segreteria di Cagliari, convocata online ieri con urgenza per fare il punto della situazione. Il sindacato chiede un immediato potenziamento degli organici, nuovi mezzi, risorse adeguate, interventi strutturali e una gestione dei flussi più efficiente. Ma soprattutto chiede che venga garantita immediatamente la sicurezza degli operatori, che non possono continuare a essere considerati l’ultima risorsa di un sistema che presenta ormai evidenti difficoltà. La domanda è inevitabile: quanto ancora bisognerà aspettare prima di intervenire? «Si è superato il limite. Dobbiamo aspettare che accada qualcosa di grave prima che qualcuno decida di intervenire?», fa presente la Segreteria.
È questo il timore che serpeggia tra gli operatori: che si debba attendere un episodio grave per comprendere ciò che i poliziotti e le loro rappresentanze denunciano da tempo. La sicurezza non può essere affidata all’improvvisazione.
Chi ogni giorno è in prima linea deve poter contare su personale sufficiente, mezzi adeguati e strutture all’altezza del compito che è chiamato a svolgere. Ora, secondo la FSP, è il momento che le istituzioni ascoltino la voce dei poliziotti e delle organizzazioni sindacali e intervengano prima che sia troppo tardi.
In conclusione, la Segreteria di Cagliari diffida le Amministrazioni competenti e chiede che entro 30 giorni vengano adottati provvedimenti concreti contro il sovraffollamento del Centro. Tra le richieste, oltre l’organico del personale e l’immediata verifica degli ambienti di lavoro, finanche il riscontro dei dati su presenze effettive, capienza regolamentare, tasso di affollamento, in un compendio che accoglie 8/900 persone spesso psichiatrici, tossicomani e dediti a condotte delinquenziali. Nell’impegnare la Segreteria Nazionale del Sindacato, chiede di interrogare il Ministero dell’Interno affinché si conoscano, oltre le misure che saranno adottate, gli atti concreti per potenziare il personale e ridurre immediatamente il tasso di sovraffollamento.
Per la FSP della provincia di Cagliari la trasparenza dei dati è uno dei punti principali dell’iniziativa, per conoscere la reale situazione e permettere così di verificare anche la possibilità di redistribuire gli immigrati.












