Il Consiglio comunale di Cagliari ha approvato questa sera, con i soli voti della maggioranza, la delibera sulle nuove tariffe Tari. Il provvedimento è passato con 31 consiglieri presenti in Aula: undici i voti contrari dell’opposizione, e un’astensione. Al termine della seduta, i consiglieri del Centrodestra hanno diffuso una nota dai toni duri, esprimendo amarezza per la bocciatura del loro subemendamento all’articolo 35 del regolamento sulla riscossione della tassa sui rifiuti. Per i firmatari, il testo respinto avrebbe introdotto un sistema di riscossione più semplice, digitale e flessibile. La proposta prevedeva, a regime, sette rate: sei acconti, ciascuno pari all’85% dell’importo versato l’anno precedente, con scadenze il 30 marzo, 30 aprile, 30 maggio, 30 giugno, 30 luglio e 30 settembre, e il saldo il 16 dicembre, lasciando comunque ai contribuenti la possibilità di versare l’intero acconto in un’unica soluzione nel mese di giugno.
Il subemendamento proponeva inoltre che bonus sociale rifiuti, riduzioni e agevolazioni fossero riconosciuti già nella fase dell’acconto, se già noti all’amministrazione comunale, evitando di rinviarne gli effetti al conguaglio finale. Tra le novità figuravano anche il pagamento esclusivamente tramite PagoPA, l’attivazione sperimentale degli avvisi sull’App IO e la possibilità di addebito diretto con SDD. Per chi avesse scelto questa modalità erano previsti l’esonero dalle spese di stampa, postalizzazione e notifica e, in assenza di insoluti per 12 mesi consecutivi, un cashback compreso tra 3 e 5 euro, da scalare sulla prima rata dell’anno successivo.
Il testo prevedeva inoltre la possibilità di rateizzare, su richiesta, l’importo annuo fino a 12 rate mensili, senza l’obbligo di documentare una situazione di difficoltà economica. La rata minima sarebbe stata fissata in 25 euro, ridotta a 15 euro per i contribuenti con ISEE inferiore a 15 mila euro, con la possibilità di cumulare la misura con bonus e cashback. Per il solo 2026, infine, il Centrodestra proponeva una disciplina transitoria con cinque rate di acconto, da luglio a novembre, calcolate sul 75% dell’importo dovuto, e saldo finale entro il 31 dicembre, per attenuare gli effetti dei ritardi accumulati nell’anno in corso.
“La maggioranza – accusano i consiglieri del Centrodestra – ha preferito mantenere un sistema farraginoso, ancora fortemente legato alla carta e che scarica sui cittadini costi e adempimenti. Era una proposta di buonsenso, che avrebbe ridotto i costi per il Comune e per i contribuenti, velocizzando al tempo stesso la riscossione”. L’affondo politico conclude la nota: “La Tari è una delle imposte più sentite dalle famiglie. Si poteva cogliere l’occasione per dimostrare che la politica sa semplificare la vita ai cittadini. È stata fatta una scelta diversa e noi continueremo a batterci per un’amministrazione più vicina alle esigenze delle famiglie e delle imprese”.










