Cagliari, raid vandalico sotto casa, due algerini in stato di fermo: sarebbero gli stessi che, qualche giorno fa, hanno aggredito un uomo per portargli via il monopattino. La disperazione dei residenti: “Hanno anche utilizzato un portoggetti in metallo per sfondare una vettura e rubarla. Non vogliamo aspettare che succeda qualcosa di ancora più grave prima che qualcuno decida di ascoltarci”.
È accaduto a Stampace: “Intorno alle 21:30, mentre eravamo fuori casa, siamo stati contattati dai vicini perché sarebbero tornati i due giovanissimi algerini che domenica 1° novembre hanno aggredito un vicino per rubargli il monopattino, spruzzandogli dello spray al peperoncino negli occhi. Probabilmente convinti che lui abitasse in questo palazzo, visto che era riuscito a rifugiarsi nel portone, hanno devastato tutto quello che si trovava all’esterno dell’abitazione. Hanno rovesciato vasi e altri oggetti e, da quanto mi è stato riferito, hanno utilizzato un portoggetti in metallo per sfondare una vettura e rubarla. Sono intervenute le forze dell’ordine e mi è stato riferito che i due sono stati fermati dalla polizia. Abbiamo paura, e adesso dobbiamo anche avere paura che qualcuno torni sotto casa per vendicarsi? Dobbiamo avere paura di uscire, di rientrare, persino di dormire? E se ieri sera fossimo stati in casa? Cosa sarebbe successo? Non sappiamo quale sarà la situazione giudiziaria di queste persone nelle prossime ore, ma il solo pensiero che possano tornare ci terrorizza. E tutto questo mentre continuiamo a sentirci dire che la città è sicura, che i problemi sono esagerati, che dobbiamo avere pazienza. Ma pazienza di cosa, esattamente? Di essere aggrediti? Minacciati? Di ritrovarci le case devastate? Cagliari sta diventando una città in cui è sempre più difficile vivere. Le strade sono sporche, la sicurezza è un problema, gli affitti sono proibitivi e chi lavora onestamente spesso non può nemmeno permettersi di cambiare abitazione. Si parla giustamente di aiutare le persone economicamente più fragili, ma esiste anche un’intera fascia di lavoratori che paga tasse, affitti, bollette, non riceve aiuti e viene lasciata completamente sola davanti a problemi sempre più grandi. Ma che vita è questa? Perché una persona dovrebbe continuare a vivere in una città che non sembra più prendersi cura dei propri cittadini? Noi non pretendiamo miracoli. Pretendiamo risposte, sicurezza e la possibilità di vivere senza paura. Siamo arrivati al limite”.











