L’inaugurazione con tanto di conferenza stampa è fissata per oggi, ma il Bastione di Santa Caterina si presenta ancora così: niente lampioni, né panchine, né parapetti. Una piazza che, almeno a giudicare dallo stato attuale dei lavori, appare tutt’altro che pronta per essere consegnata alla città. Le segnalazioni arrivano dai residenti della zona, perplessi dal taglio del nastro per un’opera attesa da anni ma che non sembra affatto pronta a riaprire.
Una situazione che lascia perplessi e solleva più di qualche interrogativo. Perché inaugurare uno spazio pubblico non ancora completato? Dopo ben 17 anni di attesa, sarebbe stato davvero così impensabile aspettare un altro mese e presentare finalmente ai cittadini un’opera finita, completa e pienamente fruibile?
Il rischio è quello di assistere a un’inaugurazione frettolosa, con tanto di taglio del nastro, per poi ritrovarsi con un’area ancora inaccessibile o utilizzabile soltanto in parte. Sarà davvero aperta tutta la piazza oppure verrà restituita ai cittadini solo una porzione? E, soprattutto, quanto bisognerà ancora aspettare per vedere installati gli elementi essenziali per la sua fruizione?
Ma le perplessità non riguardano soltanto i tempi di consegna. A preoccupare è anche il progetto degli spazi esterni, che sembra aver dimenticato un elemento fondamentale: il verde.
Il nuovo Bastione rischia infatti di trasformarsi in un’isola di calore: non un albero, non un cespuglio, non una fontanella che prima c’era. Al suo posto, una distesa di granito bianco e abbagliante, destinata a diventare particolarmente difficile da vivere durante le giornate più calde e soleggiate.
Una scelta progettuale che lascia spazio a molte domande. Perché non prevedere una vera area verde? Perché non realizzare uno spazio ombreggiato, con alberature e sedute, che potesse diventare un punto di incontro e di socialità per i residenti di Castello e per i bambini della scuola di Santa Caterina?
Sarebbe stata un’occasione importante per restituire al quartiere non soltanto una piazza rinnovata, ma uno spazio realmente vivibile, capace di coniugare bellezza, funzionalità e attenzione alla qualità della vita.
Non resta ora che attendere per capire se il Bastione verrà effettivamente aperto nella sua interezza oppure, dopo il taglio del nastro, si procederà a una nuova chiusura o a un’apertura parziale per completare i lavori.











