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Caldo estremo al Brotzu: “Non bastano i ventilatori, non si può garantire l’assistenza all’interno dei reparti con un clima da serra”

L'ondata di caldo estremo di questi giorni sta mettendo a dura prova i reparti, le camere di degenza e gli spazi di lavoro dell'ARNAS Brotzu, rendendo ancora più evidenti le criticità degli impianti di climatizzazione e la vetustà di una parte del patrimonio strutturale e impiantistico.

di Jacopo Norfo
27 Agosto 2026
in cagliari, zapertura1

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L’ondata di caldo estremo di questi giorni sta mettendo a dura prova i reparti, le camere di degenza e gli spazi di lavoro dell’ARNAS Brotzu, rendendo ancora più evidenti le criticità degli impianti di climatizzazione e la vetustà di una parte del patrimonio strutturale e impiantistico.

Gli episodi verificatisi nei mesi scorsi, dal Businco al San Michele, dimostrano che non siamo di fronte a un problema occasionale. Per USB PI Sanità non è più sufficiente intervenire quando un impianto si guasta o distribuire ventilatori nei reparti. Serve una programmazione straordinaria e complessiva.

«Con il caldo estremo i ventilatori non bastano», dichiara Gianfranco Angioni, Referente aziendale USB PI Sanità. «Un ventilatore può rappresentare una soluzione temporanea, ma non può diventare la risposta strutturale ai problemi di climatizzazione di un ospedale. Nelle camere di degenza ci sono pazienti che devono poter contare su condizioni ambientali adeguate, soprattutto durante un’ondata di calore.»

«Il problema non è più soltanto riparare quello che si rompe. Abbiamo impianti che in molti casi sono vecchi e che non possono essere mantenuti in funzione all’infinito attraverso rattoppi e interventi tampone. Non possiamo aspettare ogni estate il prossimo guasto, il prossimo reparto al caldo o la prossima camera in difficoltà.»

La sicurezza riguarda anche chi lavora ogni giorno all’interno dell’ospedale.

«I lavoratori devono poter svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza. Non è accettabile che, durante le ondate di calore, operatori sanitari, tecnici, manutentori e tutto il personale siano costretti a lavorare in ambienti con temperature e condizioni microclimatiche non adeguate. Non possiamo trasformare i luoghi di lavoro in serre. La tutela dei lavoratori non può essere considerata un aspetto secondario: climatizzazione, manutenzione degli impianti e condizioni ambientali adeguate sono parte integrante della sicurezza sul lavoro.»

Per USB Sanità è necessario avviare un piano straordinario pluriennale di riammodernamento strutturale, tecnologico e impiantistico dell’intera ARNAS Brotzu, partendo da un censimento completo delle strutture e degli impianti, individuando le priorità e stabilendo tempi e risorse certe.

«Bisogna avere una visione complessiva», sottolinea Angioni. «Non basta sostituire un impianto alla volta quando arriva il guasto. Bisogna stabilire quali reparti devono essere rinnovati, quali impianti devono essere sostituiti e in quale ordine intervenire. Servono risorse certe e un cronoprogramma preciso.»

Per realizzare un vero rinnovamento strutturale è necessario anche programmare le modalità con cui garantire la continuità dell’assistenza durante i lavori.

«Serve un vero piano cuscinetto», spiega Angioni. «Bisogna individuare preventivamente gli spazi nei quali trasferire temporaneamente un reparto alla volta. Si trasferiscono le attività, si interviene in profondità sulla struttura, sulle camere, sugli impianti e sulle tecnologie e, completati i lavori, si passa al reparto successivo.»

«Non possiamo continuare a rimandare gli interventi importanti perché non sappiamo dove trasferire temporaneamente le attività. Il piano cuscinetto deve essere parte integrante della programmazione del riammodernamento.»

USB PI Sanità pone inoltre con forza il tema della manutenzione e degli organici.

«Possiamo anche installare impianti nuovi, ma senza personale sufficiente per controllarli, mantenerli e intervenire tempestivamente rischiamo di ritrovarci tra qualche anno nella stessa situazione», afferma Angioni. «La manutenzione è una funzione essenziale per la sicurezza dell’ospedale. Servono tecnici e manutentori in numero adeguato alle reali necessità dell’ARNAS.»

«Bisogna valorizzare le professionalità già presenti e procedere con nuove assunzioni. La manutenzione deve passare dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione: bisogna intervenire prima che il guasto diventi disservizio.»

USB chiede quindi alla Direzione dell’ARNAS Brotzu e alla Regione Sardegna di aprire immediatamente un confronto per definire un progetto organico che comprenda il riammodernamento delle strutture e degli impianti, il piano cuscinetto per i trasferimenti temporanei dei reparti, il rafforzamento del servizio di manutenzione e un piano straordinario di assunzioni.

«Il Brotzu non può continuare a funzionare attraverso emergenze permanenti», conclude Gianfranco Angioni. «Il caldo estremo di questi giorni dimostra quanto sia urgente intervenire, ma il problema viene da lontano e non può essere risolto con un ventilatore in più o con l’ennesima riparazione provvisoria.»

«Serve un piano straordinario per rinnovare strutture e impianti, un reparto alla volta, garantendo la continuità dell’assistenza. E servono lavoratori: tecnici e manutentori qualificati, in numero adeguato e messi nelle condizioni di fare manutenzione preventiva.»

«Basta rattoppi. Basta emergenze permanenti. Se vogliamo davvero un Brotzu moderno, sicuro ed efficiente, dobbiamo investire nelle strutture, negli impianti, nella manutenzione e soprattutto nelle persone. Il momento di programmare il futuro del Brotzu è adesso.»

Tags: brotzu
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