Diversi focolai erano ancora attivi durante la notte, i residenti hanno osservato il bagliore inermi, impossibilitati a fare qualcosa per salvare la loro terra. Rimane la rabbia, tanta, per quel polmone verde andato distrutto in poche ore. In cielo e a terra hanno operato decine di mezzi e uomini che, solo a tarda sera, hanno domato le fiamme più alte. Ora rimangono le montagne tristemente carbonizzate, ci vorranno tanti anni prima che ricresca tutto. Gli abitanti dei centri colpiti hanno spiegato di non aver mai visto un incendio di simili proporzioni in questi decenni di vita vissuti al centro dell’isola, dove il tempo sembra essersi fermato e le giornate trascorrono tranquille, lontane dal caos cittadino. Oggi inizierà la conta dei danni che è già altissima: si stimano già circa 100 ettari andati a fuoco.













