Si sono concluse ufficialmente ieri le indagini su Andrea Sempio, indagato da marzo scorso per il delitto di Chiara Poggi avvenuto nella sua villetta di Garlasco il 13 agosto 2007. Secondo la Procura di Pavia sarebbero emerse due corse elettroforetiche del 20 settembre 2007 completamente negative sul campione ‘bu_p’ (i pedali della bicicletta Umberto Dei)”, elemento che avrebbe potuto scagionare Stasi, al momento unico condannato per il delitto della 26enne. Inoltre, ci potrebbe essere una compatibilità tra l’impronta della scarpa Frau 42 e il piede di Andrea Sempio, ipotesi avvalorata- sempre secondo la Procura di Pavia, dalle analisi svolte dalla dottoressa Cattaneo.
Non sono affatto d’accordo i legali della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna: “Secondo quanto emerge dal comunicato della Procura di Pavia, sarebbe stato svolto in questi mesi un ulteriore approfondimento tecnico di parte volto a sostenere l’astratta possibilità che Andrea Sempio avesse calzato il giorno in cui è stata assassinata Chiara Poggi delle scarpe Frau 42 a dispetto del comune buon senso”. “Per il resto, i dati apparentemente evocati in relazione alle prove che furono acquisite in contraddittorio nei confronti di Alberto Stasi non fanno che riproporre dei temi di prova già noti ed ampiamente approfonditi nel relativo processo, sia sotto il profilo genetico che sotto quello medico-legale” aggiungono ancora Tizzoni e Compagna. “A questo punto, ci auguriamo che la vicenda possa essere sottoposta quanto prima alla competente Corte di Appello”, ossia si arrivi alla revisione, “la quale potrà rilevare l’assenza di qualsiasi elemento di novità, ponendo auspicabilmente fine all’impropria ricerca di un colpevole alternativo”.
“Alberto Stasi è molto lucido, l’unica cosa che mi ha detto è che spera che si assumano le loro responsabilità e che si faccia piena luce su quello che è successo”, il commento della legale di Alberto Stasi, Giada Bocellari.
“Queste corse elettroforetiche del 20 settembre, ed è un dato documentale, oggettivo e non smentibile, non sono state messe a disposizione del pubblico ministero all’epoca e non sono in atti. Non ci sono nel fascicolo, non sono state messe a disposizione delle parti – ha sottolineato Bocellari che ha parlato coi cronisti fuori dal Tribunale di Pavia dove si è recata a prendere le consulenze depositate con la chiusura dell’inchiesta -. Sono state fatte anche delle indagini difensive di cui adesso non parlo”.
“Nel momento in cui viene meno il Dna sui pedali viene meno tutta la teoria dello scambio, della sostituzione, vengono meno le biciclette fantasma, cioè cosa resta? Che non può che essere stato Stasi perché aveva confidenza con la vittima? Credo che lo capisca chiunque che è un elemento centrale di quella condanna. Noi possiamo andare in revisione con gli elementi a discarico di Stasi o con quegli elementi nuovi che disintegrano la sentenza di condanna”.
“Noi difensori siamo umani, non facciamo la revisione con l’Ia, dobbiamo leggere i dati della Procura di Pavia e poi integreremo il testo già scritto con queste nuove indagini laddove ci tornino utili e quando saremo pronti la depositeremo”, prosegue Bocellari.
“Non è una questione di tempi perché a Stasi un mese in più uno in meno non cambia niente e dimostreremo la sua innocenza, non il ragionevole dubbio. Depositeremo la richiesta di revisione il prima possibile compatibilmente con questo delirio mediatico e il lavoro”.













