Iglesias, sei ore di fila per una ricetta medica: più di 50 persone nell’ambulatorio Ascot.
Il racconto di V.P. che, tre giorni fa, ha spiegato quanto accaduto: “Sono arrivata alle 15.10. L’ASCOT apre alle 14.30.
Ero la numero 50. CINQUANTA.
Davanti a me c’era di tutto. Anziani con patologie gravi. Anziani con le stampelle che non si reggevano in piedi. Invalidi che non potevano stare seduti e non sapevano come stare, perché stare in piedi era insostenibile. Una donna incinta, fatta passare giustamente, e ci mancherebbe.
Ore e ore in fila. Con la stanchezza, dopo una mattinata di lavoro, con una famiglia a casa ad aspettarti. Ore buttate lì, come se il nostro tempo non valesse niente.
E il medico? Un medico solo, sotto una pressione disumana, che a forza di correre sbagliava le ricette. Gente costretta a rientrare per farsi correggere impegnative e ricette. Non è colpa sua. È colpa di chi lo lascia SOLO a gestire 50, 60, 70 persone.
E poi il colpo finale. Quello che mi ha spezzato.
A 5 minuti dalla chiusura, alle 19.30, STACCANO I COMPUTER.
Staccano tutto. Anche se sei dentro. Anche se hai aspettato 4 ore. Non vieni servito. Punto.
Io ero arrivata al numero 49. Non mi hanno più ricevuta. Siamo rimasti io e altre 3 persone. Quattro persone abbandonate lì.
Ci mandano alla Guardia Medica. Che però apre alle 20.00. Un’altra mezz’ora di attesa, dopo quasi SEI ORE di fila.
E alla Guardia Medica ci spiegano una cosa: LORO LE IMPEGNATIVE NON LE POSSONO FARE.
Non è colpa loro, sia chiaro, il loro lavoro è un altro. Ma capite cosa significa?
Dopo 6 ore di attesa, chi aveva bisogno di un’impegnativa se l’è vista RIFIUTARE. È tornato a casa con niente in mano.
Ho avuto la fortuna di trovare due dottoresse gentilissime che mi hanno fatto le ricette. Loro mi hanno salvato. Ma gli altri? Gli altri che fine hanno fatto?
Perché intanto la gente andava via. Scoraggiata. Gente che non c’erano più numeri da prendere. Gente che doveva prendere impegnative per i nonni nelle case di riposo, perché anche lì mancano i medici, e sono andati via senza niente. Senza sapere più dove sbattere la testa.
Io mi chiedo, e lo chiedo a chi ha pieni poteri su questa vergogna e NON FA NIENTE:
È NORMALE che un cittadino debba subire tutto questo?
È NORMALE che un anziano malato debba stare in piedi 4 ore con le stampelle?
È NORMALE che una persona con patologie gravi debba tornare a casa senza assistenza dopo 6 ore?
È NORMALE che nel 2026, a Iglesias, la sanità sia questa?
NO. NON È NORMALE. È UNA VERGOGNA. È DISUMANO.
BASTA. VOGLIAMO DIGNITÀ, VOGLIAMO MEDICI, VOGLIAMO ESSERE CURATI COME PERSONE, NON COME NUMERI”.











