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Il Castello a Cagliari compie 801 anni ma soffre tra degrado e malessere

di Marcello Polastri
1 Febbraio 2018
in cagliari

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Il Castello a Cagliari compie 801 anni ma soffre tra degrado e malessere

Vive nell’indifferenza e nel degrado la vecchia Cagliari, la cartolina vivente o immagine-simbolo del capoluogo sardo: Castello o, se preferite, Castedd’é susu. La città vecchia, la madre dell’odierna Cagliari è nata nel 1217 e ha appena compiuto 801 anni. Ma soffre, su Casteddu. Si spopola, è diventato un quartiere dormitorio, o se preferite da aperitivo estivo.

Eppure svetta in alto, turrito e fiero, ben visibile ma a quanto pare, senza servizi essenziali: non si trova un bancomat tra le case strette tra le mura medievali, all’ombra delle torri-simbolo di un centro storico un tempo assai frequentato. Non esiste più un ufficio postale o un tabacchino. Sopravvive la farmacia, qualche bar che, soprattutto la domenica, lavora. In passato si lavorava di più anche grazie alle scuole (il Liceo artistico ad esempio), o agli uffici pubblici.

CASTELLO SOFFRE. Altrimenti non si sarebbe verificata, nei giorni scorsi, la clamorosa protesta con decine di cittadini che hanno fischiato il Sindaco di Cagliari. Una nutrita delegazione di residenti che indossavano la fascia biancorossa: il classico nastro da muratore piazzato in occasione dei cantieri stradali. “Quelli in corso a Castello – hanno detto alcuni tra i residenti – sono pochi e quasi “maledetti”. Tra il bastione di Saint Remy con la scalinata ancora chiusa, anche se è vero che il Comune ha ultimato i lavori nella terrazza più grande del Saint Remy, presa di mira dai vandali.

LA TORRE dell’Elefante ancora chiusa per lavori, dopo la polemica sulla trapanatura delle sue pietre per ancorare un ponteggio e avviare un tanto discusso restauro.
VIA MAZZINI è sbarrata alle automobili e gli ascensori si bloccano spesso: sono il terrore dei più anziani. IL BUS della linea 7 latita da più di un anno. LA ZTL “osserva orari mai digeriti” e una coda d’auto, tutte le mattine, si forma in piazza Arsenale con gli automobilisti che attendono il semaforo verde delle 9.
LA LISTA DELLA RABBIA ostentata dai residenti è lunga. IL FLASH MOB è stato una protesta pacifica ma i momenti di contestazione sono stati forti nel citare una lettera spedita dal Comune ai castellani 7 anni fa. Era il 2011. ZEDDA sindaco era in carica da pochi mesi. LA sua LETTERA recitava che “Castello deve riacquistare la bellezza che ha avuto in passato, lo faremo attraverso interventi”, “con nuove forme di accordo pubblico-privato” ma, soprattutto, “serve la vostra partecipazione e la vostra conoscenza del quartiere” visto che “il futuro di Castello dipende dal tempo, dalle energie e dalle passioni che tutti insieme riusciremo a investire”. Chi invitava i cittadini per il rilancio di Castello, a detta di molti, è rimasto solo sulla carta. Da qui un lungo “concerto” di fischi durante il Flash mob considerato un “punto di partenza per cercare in tutti i modi possibili di far rinascere davvero Castello” esortando  l’amministrazione comunale a “passare ai fatti”.
OGGI l’ennesima segnalazione di una residente, la signora Francesca Sulis: “ho segnalato al Comune un problema che non è stato mai risolto benché a costo zero, indicativo dell’indifferenza per il decoro di un quartiere giornalmente percorso da centinaia di turisti. Uno dei principali accessi pedonali al quartiere – prosegue la signora – è vico Martini, fronte via Santa Croce. Ebbene il vico è quasi sempre occupato in tutta la sua larghezza dalle macchine parcheggiate accanto a due paracarri e ad altrettanti cassonetti per i rifiuti, spesso stracolmi e percolanti benché a 20 metri ci sia un’altra serie di cassonetti, sotto le mura eternamente transennate. Mi vergogno – prosegue Francesca Sulis – quando vedo le persone titubanti sul varco da aprirsi per oltrepassare questi ostacoli e, soprattutto, quando vedo i turisti farsi largo in fila indiana per evitare le macchine e i rifiuti per accedere al quartiere.

Possibile che non abbiano pensato a disegnare le strisce pedonali?”. La protesta è solo alle sue battute iniziali, a quanto pare.

Tags: Cagliaricastello
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