Il gasolio in Sardegna arriva a 2,146 euro al litro, sopra la media nazionale di 2,136 euro, mentre la benzina raggiunge quota 2,027 euro, contro i 2,015 euro registrati a livello italiano. È il quadro fotografato al 25 agosto dall’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sul quale interviene FNAARC Confcommercio Sud Sardegna, che lancia l’allarme per gli agenti di commercio, costretti a percorrere ogni mese migliaia di chilometri per lavoro.
“Per gli agenti di commercio il caro gasolio pesa due volte: per il prezzo alla pompa e per le distanze che siamo costretti a percorrere”, sottolinea Giuliano Cadoni, presidente di FNAARC Confcommercio Sud Sardegna. “L’automobile non è una comodità e il pieno non è una voce accessoria del bilancio familiare: sono strumenti e costi di lavoro. Ogni aumento alla pompa significa spendere di più semplicemente per poter svolgere la propria attività”.
A preoccupare la categoria è anche la decisione del Governo di prorogare soltanto per altre 48 ore, il 25 e 26 agosto, la riduzione di 17 centesimi al litro sul gasolio. Una misura che, secondo FNAARC, offre un sollievo immediato ma non consente alle imprese e ai professionisti di programmare i propri costi.
“Riconosciamo lo sforzo compiuto dal Governo in una situazione internazionale complessa, ma una proroga di 48 ore non è una prospettiva”, afferma Cadoni. “Il 27 agosto continueremo a percorrere le stesse strade, a visitare gli stessi clienti e a sostenere gli stessi costi. Quello che manca è la certezza. Un’impresa, un professionista o un agente di commercio non possono programmare la propria attività due giorni alla volta”.
Per gli operatori del settore il problema assume dimensioni ancora maggiori in Sardegna, dove la conformazione del territorio impone spesso lunghi spostamenti tra comuni e province. Un agente di commercio può arrivare a percorrere migliaia di chilometri ogni mese e anche una differenza di pochi centesimi al litro, moltiplicata per i consumi annuali, può trasformarsi in un esborso significativo.
“Il punto non è soltanto quanto costa oggi un litro di gasolio, ma quanto incidono questi rincari sul reddito di chi per produrlo deve necessariamente spostarsi”, spiega il presidente di FNAARC. “Non possiamo lasciare che sia il distributore a decidere, di fatto, quanto resta in tasca a un agente alla fine del mese”.
Il carburante, però, rappresenta soltanto una parte dei costi legati all’auto, che per gli agenti costituisce il principale strumento di lavoro. La necessità di sostituire frequentemente il veicolo, unita all’aumento dei prezzi delle automobili, rende sempre più onerosa la gestione dell’attività. La scelta tra diesel, benzina, ibrido ed elettrico deve inoltre tenere conto di consumi, autonomia, costi energetici e disponibilità delle infrastrutture di ricarica, aspetti particolarmente rilevanti in un territorio insulare e caratterizzato da grandi distanze come quello sardo.
Secondo FNAARC, a pesare è anche un sistema fiscale che non sarebbe più adeguato ai costi effettivamente sostenuti dalla categoria. Il limite di costo fiscalmente riconosciuto per le autovetture degli agenti di commercio è infatti fermo a 25.822,84 euro, valore legato ai 50 milioni di lire fissati nel 1986 e mai aggiornato in linea con l’evoluzione del mercato automobilistico.
“Paghiamo carburante e automobili ai prezzi del 2026, ma abbiamo ancora parametri fiscali che risalgono a quarant’anni fa”, denuncia Cadoni. “È una contraddizione che deve essere superata. Se si vuole sostenere concretamente una categoria che contribuisce ogni giorno a mettere in relazione imprese, commercio e territori, bisogna partire dai suoi costi reali”.
Da qui la richiesta di FNAARC Confcommercio Sud Sardegna di affiancare alle misure temporanee sul prezzo dei carburanti interventi strutturali, capaci di ridurre l’impatto delle oscillazioni dei prezzi e di aggiornare la fiscalità legata all’automobile utilizzata dagli agenti di commercio.
“In Sardegna, con il gasolio a 2,146 euro al litro, non stiamo parlando semplicemente di caro carburante: stiamo parlando di un aumento diretto del costo necessario per lavorare”, conclude Cadoni. “Gli agenti di commercio sono sulla strada tutto l’anno. Hanno bisogno di certezze che durino più di 48 ore”.









