Una tra le arterie principali di collegamento del territorio, le criticità emerse da anni hanno riacceso il dibattito dopo l’annuncio dei fondi stanziati che la escludono dai programmi. Collega San Gavino e Sardara ma permette di raggiungere lo svincolo per la ss 131 e Villacidro: ogni giorno è percorsa da lavoratori, studenti, pendolari, da chi si reca in ospedale e da tanti mezzi pesanti. L’ultimo gravissimo incidente, avvenuto un mese fa, è costato la vita a un giovane lavoratore di Sardara che si è scontrato contro un mezzo pesante. Il sindaco di Sardara Giorgio Zucca: “La pericolosità di quella strada non è una scoperta dell’ultima ora. Da consigliere della prima consiliatura della Provincia del Medio Campidano avevo denunciato con forza la situazione e avanzato proposte concrete per la sua messa in sicurezza. Quelle proposte vennero sistematicamente sottovalutate e si preferì ricorrere a interventi di facciata: limite di velocità a 50 km/h, guardrail trasformati in una sorta di gabbia, eliminazione delle aree di sosta. Soluzioni tampone che non hanno eliminato i rischi e che, purtroppo, il tempo ha dimostrato essere insufficienti.
Oggi assisto con amarezza al risveglio di chi allora aveva responsabilità amministrative e politiche e scelse di non ascoltare. Fa impressione vedere ex consiglieri provinciali mostrarsi improvvisamente preoccupati, quando erano proprio loro a osteggiare le richieste di intervento e a bocciare una programmazione seria.
È troppo facile indignarsi dopo ogni tragedia. La politica si misura quando bisogna decidere, programmare e trovare le risorse”.
Zucca da anni combatte per la messa in sicurezza della strada: “Per onestà intellettuale va riconosciuto che l’unico ad aver avviato una programmazione concreta è stato il commissario, ing. Roberto Cadeddu, che ha affrontato il problema con serietà e lungimiranza.
Ora basta passerelle e dichiarazioni di circostanza. Sindaci, Provincia e Regione hanno il dovere di fare fronte comune e ottenere le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) necessarie per progettare e realizzare la messa in sicurezza definitiva della strada Sardara–San Gavino.
I cittadini non hanno bisogno di polemiche a tragedia avvenuta. Hanno diritto a una politica che prevenga, decida e si assuma le proprie responsabilità. Ogni ulteriore rinvio sarebbe l’ennesimo fallimento della politica”.
Le reazioni dei cittadini: “7,8 km di Pura Vergogna. Nemmeno dovessero allargare la Route 66. Dalla 131 il più importante accesso verso l’ospedale attuale e auspichiamo a breve anche al nuovo, la stazione ferroviaria, la zona industriale e commerciale sangavinese e villacidrese e accesso turistico verso l’iglesiente, la Costa Verde. Non basta tutto ciò? Sindaci, alzate la voce affinché si trovi presto una soluzione adeguata e definitiva” spiega T.C.
“Ci auguriamo che gli appelli lanciati vengano finalmente ascoltati e che, in tempi molto brevi, vengano presi dei provvedimenti. Troppe vittime, troppe croci, troppe lacrime” esprime M.O.
Stretta e ingabbiata, troppe volte si è trasformata in una trappola mortale che ha spezzato sogni e speranze di chi ha perso la vita su quell’asfalto maledetto.












