“Il rischio di dividere i destini dei quattro siti Sanac che abbiamo da sempre tentato di scongiurare è ormai realtà e lo stabilimento di Assemini è stato sacrificato”: lo annunciano con grande preoccupazione e disappunto i segretari territoriali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, Giampiero Manca, Mattia Carta e Davide Collu sottolineando che il governo deve assumersi la responsabilità di quanto accaduto.
“Ieri sera – hanno spiegato i segretari – abbiamo appreso da una comunicazione via email inoltrata dalla struttura commissariale alle segreterie nazionali, che il Mimit ha dato il via libera all’aggiudicazione alla Erre Trading dei tre siti Sanac di Vado Ligure, Gattinara e Massa Carrara, mentre per il sito di Assemini si valuterà la pubblicazione di un nuovo bando di vendita”.
Sin dal 2015 il coordinamento unitario Filctem Femca e Uiltec aveva chiesto con forza che venisse evitato lo spacchettamento dei siti perché “la forza di Sanac era data dalle professionalità e dalla gamma di prodotti refrattari che tutti i quattro siti esprimevano ma evidentemente qualcuno ha cambiato idea”.
“Con l’aggiudicazione del settimo bando finisce la storia di Sanac così come l’abbiamo conosciuta e finisce perché il governo nazionale ha deciso di sacrificare il sito di Cagliari”, hanno detto i segretari sottolineando che ancora una volta la Sardegna paga il prezzo più alto per non essersi piegata a una soluzione irricevibile.
L’assessore dell’industria infatti, ha confermato l’impossibilità per motivi tecnici di accogliere la riconversione del sito Sanac di Assemini da parte di Erre Trading, che prevedeva un impianto di riciclo di materiali ferrosi e una discarica da oltre 100 mila tonnellate. “Quell’ ipotesi non era percorribile e lo avevamo denunciato sin da subito”.
Per i sindacati è inaccettabile l’atteggiamento del ministro Urso che, a seguito della visita dello stabilimento di Assemini nel 2024, aveva riportato gli ordinativi consentendo di riaccendere il forno Ghibbons fermo da due anni e garantendo le produzioni di Taranto, mentre adesso volta le spalle ai lavoratori e al territorio tradendo le promesse fatte”.
Ora l’auspicio è che il ministero proceda immediatamente con la pubblicazione del nuovo bando di vendita e con la ricerca di nuovi imprenditori con l’obiettivo di restituire un futuro allo stabilimento di Assemini.
“Noi manterremo alta l’attenzione nell’interesse dei lavoratori coinvolti concludono i segretari aggiungendo che “resta il rammarico per l’incomprensibile decisione del Mimit che cancella un pezzo di storia industriale e penalizza ancora una volta la nostra Isola”.










