Dalla terapia intensiva pediatrica del Brotzu all’ospedale di comunità del Binaghi, a Cagliari, Fratelli d’Italia accende i riflettori sulle criticità della sanità sarda, sollevando dubbi sulla gestione dei progetti, sull’utilizzo dei fondi del Pnrr e sull’effettiva disponibilità di posti letto e personale. Le due vicende sono state denunciate dai consiglieri regionali del partito, che chiedono chiarimenti alla presidente della Regione, Alessandra Todde, e ai vertici della sanità.
Sul progetto della terapia intensiva pediatrica del Brotzu, il vicecapogruppo regionale di Fdi, Fausto Piga, ha presentato un’interrogazione per fare luce sulle criticità amministrative e contabili evidenziate dai revisori dei conti. L’attivazione del reparto, prevista entro il 31 dicembre 2026, è considerata un obiettivo strategico per la sanità dell’isola, ma secondo Piga restano da chiarire la disponibilità di personale, spazi e attrezzature, lo stato della formazione e la sostenibilità del cronoprogramma. Il consigliere chiede inoltre verifiche sulle indiscrezioni secondo cui l’apertura del nuovo reparto potrebbe comportare una riduzione dei posti letto nell’area di osservazione breve intensiva, inaugurata nel febbraio 2026, e sul rispetto degli eventuali vincoli legati ai finanziamenti comunitari e al Pnrr.
“Il primo obiettivo è la sicurezza dei pazienti, non inaugurazioni affrettate e propaganda elettorale”, sostiene Piga, che definisce la terapia intensiva pediatrica un servizio fondamentale per garantire cure specialistiche ai bambini con patologie gravi o in condizioni critiche.
Dubbi anche sull’ospedale di comunità del Binaghi, visitato lunedì dai consiglieri regionali di minoranza Alice Aroni, Corrado Meloni, Umberto Ticca e Paolo Truzzu. La struttura, inizialmente prevista con cinque posti letto e ora in fase di ampliamento a venti, sarebbe ancora un cantiere, nonostante sia stata certificata come operativa nell’ambito degli adempimenti legati al Pnrr, secondo quanto denunciato dagli esponenti di Fdi.
Durante la visita, alla presenza del direttore generale dell’assessorato regionale della Sanità, Thomas Schael, e del direttore generale della Asl 8, Aldo Atzori, sarebbero emersi interrogativi sull’effettiva operatività della struttura, sul numero dei pazienti accolti e sulla disponibilità del personale necessario. I consiglieri riferiscono inoltre che, nel corso dell’incontro, sarebbero state illustrate le modalità con cui il finanziamento regionale aggiuntivo da 20 milioni di euro e il ricorso all’overbooking avrebbero contribuito a sostenere il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr, pur in presenza di impegni ancora da certificare.
“Una struttura sanitaria si misura sui pazienti che cura, non sul numero dei posti letto teorici”, affermano i consiglieri, che chiedono chiarimenti e assicurano che continueranno a vigilare sull’attuazione degli interventi. “I fondi del Pnrr servono a dare ai sardi servizi concreti e non strutture aperte solo sulla carta”, concludono.









