È stato presentato ieri dal Sindacato dei militari contro Roberto Vannacci e presidente di Futuro Nazionale, del coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e del responsabile del programma Lorenzo Gasperini.
La Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, ha avviato “accertamenti preliminari” sulla “posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa Futuro Nazionale”.
Pronta la risposta pubblica di Roberto Vannacci, che in un lungo post spiega punto per punto la sua versione dei fatti. “MA ANCORA CREDETE AI GIORNALI E A QUATTRO POLITICANTI E SCRIBACCHINI LIVOROSI? DOMANI FUTURO NAZIONALE AL 12%!”, esordisce il leader di Futuro Nazionale.
“Procura Militare: nessuna indagine su Vannacci per ricostituzione del partito fascista.
In relazione alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione, si rende necessario precisare che *la Procura Militare di Roma non ha avviato alcuna indagine nei confronti del generale Roberto Vannacci per la presunta ricostituzione del partito fascista*, né ha indicato tale ipotesi quale oggetto degli accertamenti disposti.
La stessa Procura, nel motivare la propria decisione, ha infatti precisato che si è ritenuto opportuno disporre “accertamenti preliminari tesi a chiarire in quale contesto debbano essere inquadrati i fatti e a verificare la sussistenza di eventuali fattispecie di interesse di questo Ufficio”, rilevando inoltre che *“la genericità di quanto evidenziato non consente – allo stato – di procedere a formali iscrizioni nel registro di cui all’art. 335 cpp”*.
Si tratta di un passaggio inequivocabile: *non è stata disposta alcuna formale iscrizione nel registro delle notizie di reato*, né risulta avviata un’indagine penale nei confronti del generale Vannacci.
È inoltre necessario precisare che *nell’esposto presentato alla Procura Militare dal Sindacato dei Militari non viene formulata alcuna ipotesi di ricostituzione del partito fascista e non viene fatto alcun riferimento alla legge Scelba*.
Gli accertamenti disposti dalla Procura riguardano, come espressamente indicato nel suo comunicato, *la posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa di Futuro Nazionale*, allo scopo di verificare l’eventuale sussistenza di fatti di stretta competenza della giurisdizione militare.
Pertanto, il titolo secondo cui la “Procura Militare avvia indagine su Vannacci” per la “ricostituzione del partito fascista” è una rappresentazione che non trova alcun riscontro negli atti della Procura*.
Si sta infatti attribuendo all’autorità giudiziaria un’indagine che non risulta essere stata avviata, un’ipotesi – quella della ricostituzione del partito fascista – che non è contenuta nell’esposto alla Procura Militare e un’iscrizione nel registro ex art. 335 c.p.p. che la stessa Procura afferma espressamente di non aver effettuato.
La distinzione non è formale, ma sostanziale. E, considerata la gravità dell’accusa evocata, non può essere ignorata né trasformata in un titolo giornalistico che presenta come fatto accertato ciò che, negli atti ufficiali, semplicemente non risulta.”
“Gli accertamenti della Procura militare non riguarderebbero l’ipotesi di ricostituzione del disciolto partito fascista, come inizialmente riportato, ma il fatto che alcuni militari in servizio ricoprirebbero cariche in seno a Futuro Nazionale”, le parole del legale di Vannacci, Giorgio Carta. “Anche in questa diversa prospettiva, nei fatti descritti non è ravvisabile alcuna fattispecie di reato, né comune né militare. L’eventuale questione potrebbe, al più, essere posta sul piano disciplinare, ma non certamente su quello penale, in assenza di una specifica norma incriminatrice”.













