Monserrato 18 anni dopo l’alluvione: dalle vasche di laminazione ai lavori in via Cesare Cabras, “grazie a questi interventi, il rischio idrogeologico in alcune zone si è abbassato da HI4 a HI3, con effetti concreti e misurabili: le strade che per 40 anni si allagavano sistematicamente hanno registrato episodi significativamente ridotti”.
Oggi per Monserrato è una giornata di ricordo importante. Sono passati 18 anni dall’alluvione che il 22 ottobre 2008 colpì duramente la città e Capoterra. Mentre in altri comuni si piansero purtroppo delle vittime, Monserrato subì danni gravissimi alle attività commerciali, alle abitazioni e all’intera comunità. “Una data che non deve essere dimenticata, perché Monserrato è una città ad alto rischio idrogeologico e ricordarlo serve a tenere alta la guardia”.
Il sindaco Tomaso Locci dedica una profonda riflessione alla giornata che ricorda il tragico anniversario. “Mando un forte abbraccio a tutte le famiglie colpite da quella tragedia. Ero presente anch’io, in via del Redentore, dove scorreva un vero e proprio fiume di fango. Insieme ad altri cittadini riuscimmo a a dare una mano ad una persona rimasta intrappolata nella sua attività commerciale. La pressione dell’acqua non permetteva l’apertura della porta, rompemmo il vetro e con delle corde la trascinammo fuori. Un’immagine che porto con me ancora oggi.
Monserrato sorge su quella che in passato era una palude, tanto che veniva chiamata Pauli. Sotto la città scorrono due corsi d’acqua importanti, il Riu Mortu e il Riu Saliu, quest’ultimo ancora oggi il più pericoloso. Via Cesare Cabras rappresenta un vero e proprio compluvio naturale, dove confluiscono tutte le acque provenienti da Via del Redentore e dalle zone più alte della città. Per decenni questa configurazione ha significato allagamenti sistematici di strade, attività commerciali e abitazioni.
Dal 2016 ad oggi questa amministrazione ha realizzato tre vasche di laminazione, strumenti fondamentali per raccogliere e trattenere le acque in eccesso prima che raggiungano il centro abitato. La prima in via dell’Argine, a fianco al centro servizi, la seconda in via Giulio Cesare, dove sono stati realizzati anche marciapiedi drenanti, la terza inserita nei lavori di via Cesare Cabras. Prima di questa amministrazione non era mai stata realizzata una sola vasca di laminazione a Monserrato. Grazie a questi interventi, il rischio idrogeologico in alcune zone si è abbassato da HI4 a HI3, con effetti concreti e misurabili: le strade che per 40 anni si allagavano sistematicamente hanno registrato episodi significativamente ridotti.
Con i lavori in corso in via Cesare Cabras abbiamo fatto un ulteriore passo avanti. È stata ripristinata una vecchia condotta che era stata murata, ampliandone la capacità di deflusso nella parte terminale dove si concentrano le attività commerciali. Abbiamo anche cominciato a convogliare le acque provenienti da Via del Redentore e da Piazza Serri verso la loro sede naturale, riducendo il rischio di allagamento in quella zona. Abbiamo inoltre regolarizzato per la prima volta la separazione tra acque bianche e acque nere, situazione che in passato contribuiva in modo significativo agli allagamenti alle prime piogge intense.
Un aspetto meno visibile ma altrettanto importante riguarda i nuovi parcheggi e i parchi realizzati negli ultimi anni. Laddove possibile, abbiamo scelto pavimentazioni e percorsi drenanti, in grado di trattenere l’acqua nel terreno invece di farla defluire in superficie. Una scelta progettuale precisa, dettata dalla consapevolezza del rischio idrogeologico della nostra città.
Nel 2023 questa amministrazione ha approvato il nuovo PAI, Piano di Assetto Idrogeologico, uno strumento fondamentale che ha individuato e mappato le zone a rischio con maggiore precisione rispetto al passato. Il nuovo PUC, adottato in Consiglio Comunale e in attesa di approvazione definitiva dalla Regione Sardegna, tiene conto di questi rischi in ogni scelta urbanistica.
Accanto alle opere idrauliche, abbiamo potenziato la macchina operativa di emergenza. Abbiamo acquistato pompe sommerse e rinnovato i mezzi della Protezione Civile. Abbiamo installato telecamere nel letto del Riu Saliu e del Riu Mortu, dotate di strumenti per la misurazione del livello delle acque. Abbiamo attivato un sistema semaforico che segnala ai cittadini il livello di allerta, dal giallo al rosso. Abbiamo installato altoparlanti nei punti strategici della città per poter diffondere comunicati di emergenza e sirene di allarme in caso di allerta rossa. Perché la maggior parte delle vittime durante le alluvioni muore mettendosi in strada: impedirlo è una responsabilità che prendiamo sul serio.
Ringrazio la Polizia Locale, la VAB e il Maestrale, che sono sempre presenti al fianco del sindaco nelle situazioni di emergenza”.











