Monserrato, una veglia di preghiera per la dolce Denise sotto il ponte della metro, proprio dove la sua giovane vita si è interrotta bruscamente il 9 agosto, una domenica pomeriggio d’estate: sarebbe dovuta essere al mare o a casa tranquilla per godersi le vacanze dopo la scuola e invece no. Soffocata molto probabilmente da ripetuti atti di bullismo, la sua fragile e sensibile psiche non è riuscita a sopportare quel devastante dolore che l’ha lacerata sino alla fine.
Si terrà il 28 agosto alle 19, in via Don Bosco, la preghiera per la 17enne: “Le nostre preghiere sono un abbraccio che arriva sino a te. Siete tutti invitati a partecipare, anche chi non la conosceva” si legge nel messaggio condiviso dalla sua mamma.
E saranno in tanti a riunirsi per lei, con un fiore in mano o una candela, perché Deny è diventata la figlia di tutti, la sorella e l’amica: la sua tragica scomparsa non è stata dimenticata, ma ha acceso i riflettori, più che mai, sulla piaga del bullismo e di quanto possano far male le parole, più di una lama di coltello.
La mamma, attraverso i social, ha raccontato delle azioni intraprese da altri ragazzini nei confronti della figlia: è stata accerchiata dal gruppo anche due giorni prima di morire, un evento che la donna ha saputo solo dopo.
Piange e si dispera per la sua bambina che non c’è più, “non ho capito la gravità, io le dicevo che era dargli troppa importanza e doveva fregarsene”. Parole che qualsiasi genitore avrebbe detto al proprio figlio in queste circostanze, perché chi insulta, denigra sistematicamente i coetanei non merita di essere considerato, di ricevere quell’importanza che magari cerca sottomettendo gli altri. Ma Deny “era troppo buona” e quei gesti le hanno fatto malissimo. “Educate i vostri figli”, scrive la mamma, “invito tutti a capire che le parole hanno un peso e rimbombano nella testa”.
Sui social si vedono ancora le immagini della ragazza: guarda il mare, ascolta la musica, si mette in posa con semplicità, mostrando la bellezza di una ragazza di 17 anni. Il tempo sembra essersi fermato in quei momenti in cui, forse, non pensava a chi la insultava e prendeva in giro. Senza motivo, perché lei era bellissima e aveva tutta la vita davanti a se, ancora da vivere.











