Pronto Soccorso del Santissima Trinità, oltre 20 pazienti in barella: USB, «La Regione applichi il Piano contro il sovraffollamento»
Il sindacato denuncia una situazione di forte criticità e punta il dito sulla gestione dei posti letto: «Le responsabilità sono politiche, non possono ricadere sui lavoratori»
Oltre 20 pazienti già visitati e in attesa di ricovero, ancora sulle barelle del Pronto Soccorso del Santissima Trinità di Cagliari. È la situazione denunciata oggi da USB PI Sanità, che parla di «ennesimo segnale di una situazione che non può più essere considerata normale».
«Non siamo davanti a un semplice problema del Pronto Soccorso. Siamo davanti al fallimento di una rete», afferma Gianfranco Angioni, responsabile regionale USB PI Sanità. Il sindacato dichiara che il cosiddetto boarding, cioè la permanenza dei pazienti in Pronto Soccorso in attesa di un posto letto, non può trasformarsi in una modalità ordinaria di gestione.
«Quando oltre 20 pazienti rimangono in attesa di un posto letto, significa che il sistema di ricovero non sta funzionando e che le responsabilità non possono essere scaricate sui lavoratori», sostiene Angioni.
USB richiama inoltre il Piano regionale approvato nel 2026 per la gestione del sovraffollamento dei Pronto Soccorso e dei flussi di ricovero, che prevede strumenti per il governo dei posti letto, il bed management e la riduzione del boarding.
Da qui le domande rivolte alla Regione: «Se esiste un Piano contro il sovraffollamento, perché oggi al Santissima Trinità ci sono oltre 20 pazienti in attesa di ricovero? Chi sta governando i posti letto? Chi sta coordinando la rete? Chi sta verificando le disponibilità nelle altre strutture?».
Per USB, la ricerca di un posto letto non dovrebbe fermarsi all’interno del singolo ospedale, ma coinvolgere l’intera rete regionale attraverso una regia unica. Il sindacato chiede inoltre, quando necessario, di utilizzare anche la capacità del privato accreditato nell’ambito della programmazione pubblica e delle regole del Servizio sanitario regionale.
La criticità, secondo Angioni, riguarda quindi non soltanto il numero dei posti letto disponibili, ma anche la capacità di coordinarli e renderli accessibili tempestivamente.
«Non possiamo avere pazienti fermi sulle barelle e contemporaneamente non sapere se nella rete regionale esistano posti disponibili. Questo non è un problema che possono risolvere infermieri, OSS e medici del Pronto Soccorso. È una responsabilità organizzativa e, prima ancora, una responsabilità politica», sottolinea.
La situazione pesa inevitabilmente anche sul personale sanitario, chiamato a gestire contemporaneamente le emergenze, i nuovi accessi e i pazienti che attendono il trasferimento nei reparti.
USB denuncia inoltre una carenza di integrazione tra ospedale, territorio e rete dei posti letto, oltre alle difficoltà legate alle dimissioni protette e all’assistenza intermedia. Situazioni che, secondo il sindacato, finiscono per riversarsi direttamente sui Pronto Soccorso.
La richiesta alla Regione Sardegna e all’Assessorato alla Sanità è dunque quella di un intervento immediato per rendere pienamente operativa la rete regionale dei posti letto e affrontare il problema del sovraffollamento.
«Chiediamo meno annunci e più responsabilità. Se la Regione ha approvato un Piano per ridurre il boarding, adesso deve dimostrare che quel Piano funziona», conclude Angioni. «Dietro ogni paziente in boarding c’è una persona che aspetta cure e dignità. Dietro ogni operatore allo stremo c’è un lavoratore che sta garantendo un servizio pubblico fondamentale».












