La mozione sui principi di Pratobello 2026 non passa in Consiglio metropolitano a Cagliari e si accende lo scontro politico. A contestare la bocciatura sono i consiglieri Roberto Mura, di Alleanza Sardegna, Raffaele Onnis, dei Riformatori Sardi, e Corrado Maxia, di Fratelli d’Italia, firmatari della proposta che chiedeva un impegno concreto della Città metropolitana nella tutela del territorio dalle possibili conseguenze di una diffusione degli impianti energetici.
La maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco metropolitano Massimo Zedda ha respinto il documento sostenendo che la materia non rientri nelle competenze dell’ente. Una motivazione che i tre consiglieri giudicano inaccettabile e che, secondo loro, rischia di lasciare i Comuni senza un adeguato supporto davanti alle trasformazioni legate alla transizione energetica.
«Con questo voto contrario dimostra di non voler tutelare il territorio», è l’accusa lanciata dai firmatari, che contestano la scelta di fermare la proposta senza aprire un confronto sui contenuti.
Secondo Mura, Onnis e Maxia, la questione non riguardava l’approvazione di una legge regionale, né la volontà di sostituirsi alle istituzioni competenti. L’obiettivo era invece quello di utilizzare gli strumenti amministrativi e di pianificazione a disposizione della Città metropolitana per individuare le aree più delicate, salvaguardare il suolo agricolo e proteggere coste, lagune e patrimonio paesaggistico.
La proposta prevedeva una serie di iniziative precise: aggiornare il Piano strategico metropolitano, elaborare linee guida condivise, censire le aree di maggiore pregio ambientale e paesaggistico, fornire supporto tecnico agli uffici comunali e istituire un tavolo permanente di confronto con Regione, Università e amministrazioni locali.
Un percorso che, nella visione dei tre consiglieri, avrebbe permesso di costruire una strategia comune, mettendo i Comuni nelle condizioni di affrontare con maggiori strumenti le richieste di nuovi impianti e le trasformazioni del territorio.
Nel documento diffuso dopo il voto, i firmatari richiamano anche le difficoltà emerse sul piano normativo con i ricorsi e le pronunce della Corte costituzionale riguardanti le leggi regionali sulle aree idonee agli impianti energetici. Proprio la complessità del quadro legislativo, sostengono, renderebbe ancora più necessario ricorrere agli strumenti di pianificazione territoriale, nel rispetto delle competenze di Stato, Regione e Comuni.
«La transizione energetica può e deve essere un’opportunità, ma deve essere governata, non subita», è la posizione espressa dai tre esponenti dell’opposizione, che chiedono di evitare che la Sardegna venga considerata soltanto come una superficie disponibile per nuovi impianti, senza un’adeguata valutazione delle esigenze delle comunità, dell’agricoltura e delle attività economiche locali.
La bocciatura della mozione diventa così un nuovo terreno di confronto politico sul futuro energetico dell’Isola e sul ruolo della Città metropolitana nella pianificazione delle trasformazioni territoriali. Per Mura, Onnis e Maxia, l’ente avrebbe potuto svolgere una funzione di coordinamento a sostegno delle amministrazioni locali, contribuendo a individuare criteri condivisi per la tutela delle aree più sensibili.
I tre consiglieri confermano infine la volontà di proseguire la battaglia sui principi di Pratobello 2026, chiedendo strumenti concreti per conciliare la transizione energetica con la salvaguardia del paesaggio e delle risorse della Sardegna.










