Dispositivi salvavita non pervenuti o malfunzionanti, a rischio la salute dei più fragili: il racconto shock di mamma Annalisa, “la pompa enterale in dotazione a mio figlio non funziona e l’ente mi ha risposto che si aspetta la consegna delle macchinette usate da parte dei familiari di pazienti deceduti”.
Non solo: problemi anche per i ventilatori polmonari, “non sono disponibili apparecchi sostitutivi”.
“Mio figlio è affetto da una grave cerebropatia progressiva, allettato , tracheostomizzato, ventilato e alimentato attraverso una sonda gastrostomica percutanea, vista la gravità della sua malattia è in carico alle cure domiciliari di area critica nel distretto di Quartu S.Elena” spiega Annalisa, mamma di Manuel, 23 anni.
“Ho fatto presente che la pompa enterale in dotazione a mio figlio non funziona, il 13 di ottobre mi sono recata personalmente per restituire la macchinetta guasta e averne un’altra in sostituzione, purtroppo mi hanno detto che ne erano sprovvisti, che erano state ordinate ad agosto ma che non erano arrivate.
Successivamente ho saputo che non ci sarebbe una gara d’appalto per l’acquisto di questi dispositivi e che si aspetta la consegna delle macchinette usate da parte dei familiari di pazienti deceduti.
Ho fatto presente che mio figlio ha urgenza della pompa enterale non potendogli somministrare il pasto con le siringhe per via di un problema di svuotamento gastrico, che gli causerebbe i vomiti. Infatti, attraverso questo dispositivo posso impostare la velocità della somministrazione della nutrizione in maniera lenta e continua nelle 24 ore”. Un dispositivo essenziale per chi come Manuel ha particolari esigenze, “mi è stato detto di farmela prestare dall’ospedale dove è seguito mio figlio, ma, purtroppo, ne sono sprovvisti anche li’.
Ad oggi mio figlio è ancora privo di pompa per la nutrizione”.
Un altro problema preoccupa la donna: “Per i ventilatori polmonari dati in dotazione a mio figlio, sono state riscontrate delle anomalie in alcuni dispositivi che riguardano un componente elettronico interno denominato supercondensatore che, nel tempo, potrebbe deteriorarsi e ciò potrebbe comportare un’interruzione improvvisa della ventilazione, mettendo a rischio la vita di mio figlio e di tanti altri pazienti. Purtroppo anche in questo caso l’ente non ha apparecchi in sostituzione, pertanto vivo con la paura che possa accadere l’imprevedibile”.










