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“Rispetto per chi vive di allevamento”: bufera in rete contro l’animalista Enrico Rizzi dopo le dichiarazioni shock sulla Sardegna

Le parole dell’animalista hanno sollevato un’ondata di commenti indignati, a partire da chi sottolinea la fatica quotidiana di chi vive di allevamento: "Gli allevatori lavorano tutti i giorni, anche a Natale e Ferragosto. È una questione di passione, non di soldi", scrive un utente. E ancora: "Tutte le famiglie di allevatori lavorano per portare il pane a casa. Rispetto, il silenzio in certi casi è doveroso".

di Carolina Mocci
22 Luglio 2025
in sardegna, zapertura1

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“Rispetto per chi vive di allevamento”: bufera in rete contro l’animalista Enrico Rizzi dopo le dichiarazioni shock sulla Sardegna
Poverini, sono dispiaciuti per i loro animali che, se uccisi dalle autorità, non frutteranno ovviamente denaro”. L’affondo durissimo di Enrico Rizzi scatena la rabbia dei sardi, allevatori e non solo. Un post carico di parole forti, condito di sarcasmo e giudizi taglienti, ha scatenato un’ondata di polemiche sui social. Enrico Rizzi, noto animalista, è tornato a parlare della Sardegna e lo ha fatto commentando uno dei temi più caldi di queste settimane: la dermatite nodulare bovina e le conseguenti soppressioni disposte dalle autorità sanitarie. “Gli allevatori sardi in queste ore mi scrivono e mi chiedono di difendere le loro mucche che a breve verranno uccise, su decisione dell’Autorità, perché colpite da una malattia. Poverini, sono dispiaciuti per i loro animali che se uccisi dalle autorità non frutteranno ovviamente denaro. Invece senza il virus infettivo, le mucche tra le vostre mani sarebbero morte di vecchiaia, vero?”, ha scritto Rizzi, con amara ironia. Poi il rifiuto netto: “Scordatevi il mio sostegno. Se una mucca muore perché uccisa dentro il vostro allevamento o all’interno di un mattatoio, per me non fa differenza. E non fa differenza neanche al povero animale”. E ancora, il passaggio che ha fatto esplodere la polemica: “Nel Terzo Millennio non c’è più spazio per gli allevamenti di animali. Le vostre aziende vanno riconvertite, magari commerciando carne vegetale stampata in 3D. Allora potremmo (forse) riparlarne”. Le sue parole hanno sollevato un’ondata di commenti indignati, a partire da chi sottolinea la fatica quotidiana di chi vive di allevamento: “Gli allevatori lavorano tutti i giorni, anche a Natale e Ferragosto. È una questione di passione, non di soldi”, scrive un utente. E ancora: “Tutte le famiglie di allevatori lavorano per portare il pane a casa. Rispetto, il silenzio in certi casi è doveroso”. Molti evidenziano il paradosso etico: “Le mucche sarebbero state abbattute, sì, ma con un ritorno economico per l’azienda. Ora invece verranno soppresse senza alcun risarcimento. È una tragedia per tutti: per gli animali e per chi li accudisce ogni giorno”. C’è chi contesta la retorica dell’animalista: “La sofferenza di una mucca malata non può essere ridotta a una battuta cinica. Servono cure e rispetto, non sberleffi”. E chi rincara: “La tua è solo una guerra all’uomo, non un reale amore per gli animali. Le tue parole fanno più male della malattia”. La polemica ha travolto anche ambienti generalmente vicini al pensiero animalista. “Rispetto tutti, vegani e vegetariani, ma questo è il classico esempio di vegano integralista che vuole imporre la sua visione al mondo”, scrive una ragazza. “Stimo Rizzi per il suo impegno, ma stavolta è stato arrogante e prepotente”. Infine, il tema etico di fondo: “Se non ci fossero gli allevamenti, molte specie di animali d’allevamento si estinguerebbero. E l’uomo, che da sempre interagisce con l’ambiente, dovrebbe forse smettere di vivere?”, si legge in un altro commento. In mezzo alla tempesta, una certezza: la Sardegna vive ore difficili, tra sofferenza animale, rischio sanitario e rabbia sociale.
Tags: enrico rizziSardegna
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