L’Associazione Emera scrive alla Regione.
Una visita di controllo non può trasformarsi in un percorso a ostacoli. È il messaggio lanciato dall’Associazione Emera, guidata dalla Presidente Maria Francesca Congiu, in una lettera indirizzata all’Assessorato regionale della Sanità.
Il problema: controlli bloccati dalle liste d’attesa.
Oggi chi termina una visita specialistica e necessita di un controllo a distanza di mesi o di un anno viene data l’impegnativa, poi il paziente deve provvedere a prenotare tramite il CUP.
Il risultato? Agende chiuse, tempi d’attesa lunghissimi e il rischio concreto di saltare un controllo fondamentale per la propria salute. Una situazione che penalizza soprattutto i pazienti affetti da patologie croniche.
”La visita di controllo non è una nuova richiesta di assistenza, ma la naturale prosecuzione di una cura già iniziata”, spiega Maria Francesca Congiu. “Come tale, merita un’attenzione organizzativa specifica.”
Cosa dice la legge: la struttura deve prenotare il controllo.
Emera ricorda che le regole per superare questo ostacolo esistono già e sono chiare:
Legge n. 107/2024 (ex Decreto Liste d’Attesa, art. 3): stabilisce che spetta alla struttura sanitaria prendere in carico il paziente e fissare direttamente le visite e gli esami di follow-up.
Piano Nazionale Liste d’Attesa (PNGLA): conferma l’obbligo di garantire la continuità delle cure, evitando di scaricare la burocrazia sulle spalle del cittadino.
Le richieste di Emera alla Regione Sardegna:
L’associazione specifica di non chiedere privilegi o corsie preferenziali, ma solo il rispetto delle norme vigenti. Procedure uniche e chiare: indicazioni operative omogenee per tutte le ASL e le aziende sanitarie dell’isola.
Continuità delle cure: garantire che i pazienti non debbano ricominciare da capo il percorso di prenotazione a ogni controllo.
Controlli ed effettività: un intervento concreto dell’Assessorato per verificare che ospedali e ambulatori applichino davvero la presa in carico diretta.











