Da Cagliari a Isili, a Oristano o addirittura più lontano mettono in ginocchio soprattutto chi ha serie patologie o avanti con l’età: una condizione di fragilità che spesso impedisce gli spostamenti e, di conseguenza, a recarsi in ospedale o nel poliambulatorio per effettuare la visita specialistica. L’associazione Emera, che da tempo lotta per una sanità migliore in Sardegna, ha scritto alla Regione chiedendo la tutela della territorialità e dei pazienti fragili. “Abbiamo appreso con grande piacere del recente provvedimento con cui la Giunta ha approvato gli indirizzi per il nuovo piano regionale: “Sanità, liste d’attesa: la Giunta approva gli indirizzi per il nuovo piano regionale 2026-2028. Cup unico, prenotazioni più semplici e maggiori garanzie per i pazienti”. Accogliamo con favore le misure volte a centralizzare le agende tramite il CUP unico, semplificare l’accesso e snellire i percorsi di prenotazione per gli utenti. Forte della propria esperienza quotidiana sul campo e del contatto diretto con le criticità vissute dai pazienti, l’Associazione Emera desidera tuttavia apportare un suggerimento pratico ed essenziale, affinché la riorganizzazione delle liste d’attesa risponda pienamente ai bisogni reali della popolazione. Attualmente si riscontra con frequenza l’assegnazione di visite specialistiche o esami diagnostici presso presidi sanitari molto distanti dal comune di residenza del paziente (a titolo esemplificativo, trasferimenti di persone anziane da Cagliari verso Isili o altre sedi distanti)” spiega la presidente Francesca Congiu.
“Se per un cittadino in piena salute un lungo tragitto in auto o con i mezzi pubblici rappresenta un disagio, per un anziano solo, o per soggetti affetti da patologie invalidanti che impediscono la posizione seduta prolungata, tale spostamento si trasforma in un vero e proprio ostacolo insormontabile, portando spesso alla rinuncia al diritto alle cure”.
Viene quindi chiesto che “venga inserita una clausola di prossimità territoriale vincolata alla condizione clinica: garanzia di cure entro un raggio massimo di 20 km per gli utenti anziani, con ridotta mobilità o portatori di patologie la cui sintomatologia renda gravoso o dannoso il trasporto prolungato.
Inclusione nella fase di prescrizione medica di un indicatore o criterio d’accesso che renda la prossimità territoriale un fattore prioritario per l’algoritmo del CUP nella ricerca dello slot di prenotazione.
Confidiamo che questo contributo, nato dalla reale condizione delle persone che assistiamo ogni giorno, possa trovare accoglimento nelle linee attuative del Piano entro la sua definitiva adozione”.











