Santissima Trinità, ambulanze bloccate per ore: “Costretti al caldo, in piedi e ammassati. Siamo stanchi ed esasperati”
La denuncia di un soccorritore volontario: “Anche 5, 6 o 7 ambulanze ferme per 8-10 ore al giorno. Mezzi sottratti alle emergenze di tutto l’hinterland”
“Per quanto ancora dobbiamo sopportare tutto questo?”. È la domanda che arriva da un soccorritore volontario che da circa dieci anni presta servizio nell’area metropolitana di Cagliari e che ha scelto di raccontare, mantenendo l’anonimato, una situazione che definisce ormai “insostenibile” al pronto soccorso del Santissima Trinità.
Una denuncia che riguarda non solo i tempi di attesa, ma soprattutto le condizioni in cui pazienti, soccorritori e ambulanze sono costretti a rimanere per ore.
“Tralasciando le ore di attesa inspiegabili, vista anche la quantità di letti vuoti, ci troviamo a combattere con il caldo e siamo costretti a rimanere in piedi”, racconta il volontario. “Siamo anche in 15 dentro sale d’attesa piccole, con una climatizzazione scarsa, se non addirittura assente, schiacciati tra le barelle delle altre ambulanze in attesa”.
Una situazione che, secondo la testimonianza, espone anche i soccorritori a possibili rischi sanitari, considerata la vicinanza con persone malate e in attesa di essere assistite.
“Ci troviamo a stretto contatto con persone che stanno male, rischiando anche qualche contagio indesiderato”, denuncia il volontario. E il problema, aggiunge, non riguarda soltanto chi arriva al pronto soccorso per essere curato, ma anche chi accompagna i pazienti e presta servizio sulle ambulanze.
“Parliamo di volontari che fanno sacrifici per assicurare il servizio alla comunità, cercando di far coincidere gli orari di lavoro con quelli del volontariato e con le ore di riposo, che non sempre sono sufficienti”. Ma il dato che più preoccupa riguarda le ambulanze ferme davanti al pronto soccorso. “Cinque, sei, anche sette ambulanze bloccate, solo al Santissima Trinità, per otto o dieci ore al giorno”, racconta il soccorritore. Mezzi che, proprio perché impegnati nell’attesa di poter consegnare i pazienti, vengono di fatto sottratti alla possibilità di intervenire rapidamente in altre emergenze nell’area metropolitana e nell’hinterland di Cagliari.
“Ambulanze sottratte alle esigenze di tutto l’hinterland”, sottolinea. La situazione, secondo il volontario, sarebbe ormai arrivata al limite anche sul piano umano. “Siamo tutti stanchi ed esasperati. Non sappiamo a chi rivolgerci”.










