“Abbiamo sempre ritenuto l’ambiente e il paesaggio isolano un bene identitario della Sardegna. Ancora una volta la Consulta ha ribadito il principio di cautela quando si parla idoneità o non idoneità di un territorio ad ospitare impianti per la produzione da fonti di energia rinnovabile”. Lo afferma la Presidente della Regione, Alessandra Todde, commentando la sentenza n. 156/2026 della Corte costituzionale, che ha respinto le questioni di legittimità sollevate dal Tar del Lazio nel procedimento promosso da Iberdrola Renovables Italia spa contro la Regione Sardegna. La sentenza della Corte lascia infatti in vigore gli Allegati A, B, C, D ed E della legge regionale 20/2024.
“La sentenza di oggi della Consulta – prosegue la Presidente – lascia in vigore le regole con cui abbiamo individuato le aree dove realizzare gli impianti e quelle da tutelare. Resta fermo anche il principio di cautela previsto dalla nostra legge”.
“Lo ribadiamo tutte le aziende che vogliono investire nella nostra terra sono le benvenute ma chi investe in Sardegna deve confrontarsi con le regole e con le esigenze delle comunità. Il valore del nostro paesaggio e le vocazioni dei territori devono avere un peso nelle decisioni”, sottolinea Todde.
“La nostra autonomia vive nelle scelte concrete. Continueremo a farla valere perché la transizione porti energia e benefici ai sardi, dia forza alle nostre imprese e rispetti la terra in cui viviamo. La Sardegna vuole la transizione energetica”, conclude la Presidente, “e vuole governarla, perché le scelte sul nostro territorio riguardano il futuro di tutti noi”.










