Sit-in pro Palestina all’aeroporto di Elmas, è polemica: «Nessuna discriminazione sui passeggeri»
Un gruppo di attivisti della rete “Giovedì bianco” ha manifestato questa mattina nella hall partenze dello scalo, dove erano previsti voli da e per Tel Aviv. Bandiere palestinesi e volantini, poi la dura reazione dell’associazione Chenàbura Sardos Pro Israele e dell’ex presidente del Consiglio regionale Michele Pais
Cagliari – Bandiere della Palestina, volantini e un sit-in all’aeroporto di Cagliari-Elmas nel giorno in cui erano programmati voli in arrivo e partenza da Tel Aviv. È la protesta organizzata questa mattina dalla rete “Giovedì bianco”, alla quale hanno aderito diverse associazioni sarde, per ribadire il proprio no alla guerra e alle politiche di riarmo. Gli attivisti si sono radunati nella hall partenze, al piano superiore dello scalo, distribuendo volantini ai viaggiatori e illustrando le proprie ragioni.
Cinque i punti al centro della mobilitazione: uscire dal riarmo e interrompere ogni collaborazione con le guerre in corso, tagliare le relazioni con Israele, destinare le risorse previste per il riarmo a istruzione e sanità, garantire la libertà di espressione e manifestazione anche nei luoghi di studio e lavoro e, infine, tornare al pieno rispetto della Costituzione.
La manifestazione ha però acceso immediatamente la polemica: l’associazione Chenàbura Sardos Pro Israele ha contestato duramente la scelta dell’aeroporto come luogo della protesta, sostenendo che lo scalo non dovrebbe diventare teatro di iniziative rivolte ai passeggeri. «Ancora una volta l’aeroporto di Cagliari-Elmas è utilizzato come scenografia di un meeting politico per pubblicizzare pensieri indegni della nostra Regione e della democrazia», sostiene l’associazione, che parla anche di «stigmatizzazione e discriminazione di semplici viaggiatori in un luogo pubblico».
Sulla vicenda è intervenuto anche Michele Pais, esponente della Lega ed ex presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che ha espresso solidarietà alla comunità ebraica e posto l’accento sulla necessità di garantire la sicurezza dei viaggiatori. «Gli aeroporti sono infrastrutture strategiche e luoghi nei quali deve essere assicurata a chiunque la piena libertà di movimento e di viaggio, senza paura, pressioni o intimidazioni», afferma Pais. «Nessun passeggero deve sentirsi minacciato perché ebreo, israeliano o semplicemente perché diretto a Tel Aviv».













