Ospedale Marino, CIMO: «Va riaperto per alleggerire i Pronto Soccorso di Cagliari»
Cabras: «Lasciare inutilizzata una struttura ospedaliera mentre gli altri presidi soffrono per la carenza di posti letto è una contraddizione»
L’Ospedale Marino torna al centro del dibattito sulla sanità cagliaritana. A rilanciare la questione è Emanuele Cabras, vicesegretario regionale CIMO Sardegna e segretario aziendale CIMO-FESMED dell’ARNAS Brotzu, che lega la crisi dei Pronto Soccorso dell’area vasta alla progressiva perdita di posti letto e alla sostanziale chiusura del presidio del Poetto.
Cabras sottolinea che il Marino rappresentava una componente importante della rete ospedaliera cagliaritana, con posti letto e un proprio Pronto Soccorso. La sua chiusura, sostiene il sindacalista, non ha fatto scomparire la domanda di assistenza, ma l’ha trasferita sugli altri ospedali, aumentando la pressione su Brotzu e sugli altri presidi dell’area vasta.
«Lasciare inutilizzata o fortemente sottoutilizzata una struttura ospedaliera mentre gli altri presidi dell’area vasta soffrono per carenza di posti letto è una contraddizione che merita una risposta», afferma Cabras.
Per CIMO, dunque, è arrivato il momento di affrontare senza pregiudizi il futuro dell’Ospedale Marino e valutare concretamente un suo ritorno nella rete ospedaliera cagliaritana. Il presidio potrebbe recuperare posti letto e attività assistenziali, soprattutto nelle discipline dove oggi il deficit è più evidente.
Tra le ipotesi indicate da Cabras c’è anche quella di un progetto dedicato all’area ortopedica e ortogeriatrica. Una scelta che, spiega il sindacalista, potrebbe contribuire a liberare posti e ridurre la pressione sugli ospedali maggiormente impegnati nell’emergenza e nell’alta complessità.
Il tema si inserisce nella più ampia emergenza dei Pronto Soccorso dell’area vasta. «Il bed management non può creare posti letto che non esistono», sottolinea Cabras, chiedendo alla Regione di rendere operativi i posti letto previsti dalla programmazione ospedaliera e dal DM 70 e di fissare obiettivi precisi per la riapertura di quelli mancanti. Il ragionamento della CIMO è quindi chiaro: per ridurre le attese nei Pronto Soccorso non basta intervenire sull’organizzazione dell’emergenza. Occorre aumentare la capacità della rete ospedaliera.
«Prima abbiamo chiuso ospedali e ridotto posti letto. Oggi ci sorprendiamo perché i Pronto Soccorso sono pieni. È necessario invertire la rotta», conclude Cabras. E sul Marino la richiesta è altrettanto netta: valutare il recupero della struttura come parte della risposta alla carenza di posti letto che sta mettendo sotto pressione gli ospedali cagliaritani.











