TARI 2026, Farris attacca: “A Cagliari aumenta ancora il costo di un servizio che sembra non essere ancora all’altezza”
La TARI aumenta ancora e il Consigliere comunale di Civica 2024, Giuseppe Farris, punta il dito contro la gestione dell’Amministrazione Zedda. Dopo il deposito in Consiglio comunale delle delibere relative al nuovo Regolamento TARI, al Piano Economico Finanziario e alle tariffe per il 2026, l’esponente dell’opposizione parla di un incremento dei costi che, a suo giudizio, non trova riscontro nella qualità del servizio offerto ai cittadini.
“Come avevo anticipato – afferma Farris – il costo del servizio, già estremamente elevato, continua a crescere. Il gettito della TARI passa da 54,63 milioni di euro del 2025 a 55,35 milioni nel 2026: altri 720 mila euro che saranno pagati da famiglie e imprese”.
Per il Consigliere, il dato più significativo riguarda il costo complessivo del servizio. “Siamo arrivati a 76,63 euro per abitante, a fronte di una media nazionale di circa 42 euro. Significa che a Cagliari il servizio costa quasi il doppio rispetto al resto d’Italia, mentre le condizioni della città continuano a essere oggetto di diffuse critiche da parte dei cittadini”. Farris evidenzia inoltre alcune voci contenute nel Piano Economico Finanziario. “Nella tariffa sono inseriti oltre 10 milioni di euro di crediti di difficile riscossione e altri 1,22 milioni di nuovi costi, senza che venga spiegato in maniera convincente quali benefici concreti deriveranno da queste maggiori spese”.
L’esponente di Civica 2024 richiama poi l’intervento economico previsto per contenere gli aumenti. “Il Comune mette a disposizione 4,6 milioni di euro per attenuare l’impatto della tariffa, ai quali si aggiungono altri 3 milioni della Regione. Ma si tratta comunque di risorse pubbliche e, soprattutto, non è ancora chiaro quale sarà l’effettivo importo che i cittadini dovranno pagare”.
Infine, Farris critica anche il calendario dei pagamenti. “Il saldo sarà calcolato soltanto a dicembre e dovrà essere versato un mese dopo la rata di novembre. È un sistema che lascia i contribuenti nell’incertezza fino alla fine dell’anno”.
Per il Consigliere comunale, “il servizio continua ad avere costi fuori scala rispetto ai risultati ottenuti. Serve molta più trasparenza nella costruzione della tariffa e una gestione finalmente capace di garantire efficienza”.
“Così com’è, la TARI finisce per sostenere un modello che non restituisce ai cittadini un servizio proporzionato alle risorse che vengono loro richieste”, conclude Farris con tono tranciante.









