Tari, Farris all’attacco: “Costi troppo alti per i cagliaritani”. E presenta un emendamento per tutelare gli studenti universitari fuori sede
Nuovo scontro in Consiglio comunale sulla Tari. Durante la discussione sul Piano economico finanziario, sul regolamento e sulle tariffe del tributo sui rifiuti, il consigliere di opposizione Giuseppe Farris ha sferrato un duro attacco all’amministrazione guidata dal sindaco Massimo Zedda, sostenendo che i cagliaritani continuano a pagare “troppo” rispetto al servizio ricevuto.
Nel suo intervento in Aula, Farris ha ricordato come, già durante il dibattito sul bilancio di previsione, avesse previsto un aumento dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. “I numeri non mentono mai”, ha esordito, contestando la narrazione della Giunta.
Il Consigliere ha così rimarcato che il gettito della Tari è passato dai 54,6 milioni di euro del 2023 ai 55,3 milioni previsti nel 2025, con un incremento di circa 720 mila euro, pari all’1,7%, cioè il massimo aumento consentito dalle regole Arera. “Avete portato i costi al limite massimo senza mettere in campo alcuna azione concreta per ridurli”, ha accusato.
Farris ha poi criticato il contributo da 4,6 milioni di euro destinato ad alleggerire le bollette delle famiglie, finanziato con 3 milioni di fondi regionali e 1,6 milioni di risorse comunali. “Non diminuisce il costo del servizio, semplicemente viene pagato con altre risorse pubbliche. I cittadini, in sostanza, pagano due volte: con la Tari e con la riduzione delle risorse disponibili per altri servizi comunali”.
Nel mirino anche il confronto con il resto d’Italia. Il costo del servizio a Cagliari sarebbe nettamente superiore alla media nazionale e anche al fabbisogno standard calcolato per la città. Altro elemento evidenziato è il Fondo crediti di dubbia esigibilità, che sfiora i 10 milioni di euro e che, secondo le previsioni, supererà i 12 milioni nei prossimi anni. “È un quinto dell’intera manovra Tari destinato a coprire chi non paga. Ancora una volta sono i contribuenti onesti a sostenere il peso della morosità”, ha dichiarato.
Il Consigliere ha inoltre contestato gli oltre 1,2 milioni di euro inseriti nel Piano come “costi incentivati” per nuovi servizi, lavaggi, software e attività di comunicazione. “Nelle relazioni non c’è alcuna spiegazione su quali benefici concreti produrranno questi investimenti”, ha osservato. Non sono mancate le critiche al nuovo regolamento. Farris ha definito prive di adeguata motivazione alcune disposizioni, come la riduzione della Tari per mancata raccolta limitata alle utenze non domestiche fino a 100 metri quadrati e i criteri fissati per le aree considerate meno servite.
Infine il Consigliere ha illustrato un emendamento, che ha ricevuto parere favorevole degli uffici, per modificare la disciplina relativa agli studenti universitari fuori sede. Secondo Farris, il regolamento assimila le abitazioni affittate agli studenti alle utenze non domestiche, con un aggravio della Tari. Una scelta che, a suo giudizio, contrasta sia con l’indirizzo politico espresso dall’amministrazione a favore della permanenza degli universitari in città, sia con la giurisprudenza della Cassazione, che distingue le semplici locazioni dagli immobili destinati ad attività assimilabili a quelle alberghiere. “Il maggiore costo finirebbe inevitabilmente per ricadere sugli studenti”, ha concluso.











