Si era barricato nella propria cella del reparto ospedaliero del carcere di Bancali, dove era detenuto per le sue condizioni di salute. Secondo la ricostruzione della Uil FP Polizia Penitenziaria di Sassari, avrebbe chiuso il la camera detentiva e cercato di sigillarne le aperture, trasformando l’ambiente in uno spazio rapidamente saturo di fumo e gas sprigionati dall’incendio.
Il drammatico episodio si è verificato nella notte tra giovedì e venerdì. Il detenuto, un uomo sardo, è morto dopo aver appiccato il fuoco agli arredi della cella e al letto. Le fiamme si sono propagate in pochi istanti, rendendo il locale estremamente pericoloso e impedendo un intervento immediato.
Nella nota diffusa dal sindacato, si sottolinea che gli agenti della Polizia Penitenziaria sono intervenuti tempestivamente, pur operando in condizioni definite proibitive. Gli operatori avrebbero tentato più volte di raggiungere il detenuto, che nel frattempo si era rifugiato e barricato nel bagno della cella. L’intenso calore, il fumo denso e le fiamme avrebbero però ostacolato in modo decisivo le operazioni di soccorso.
Solo dopo essere riusciti ad accedere ai locali interessati dall’incendio, il personale ha trovato il detenuto in condizioni gravissime. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e il personale sanitario del 118, ma ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato vano. Secondo quanto riferito dal sindacato, il decesso sarebbe stato causato dalle esalazioni tossiche prodotte dal rogo e dalle ustioni riportate.
Durante le operazioni di soccorso, diversi agenti della Polizia Penitenziaria hanno riportato un’intossicazione da fumo, mentre due operatori hanno subito lievi ustioni.
La Uil FP Polizia Penitenziaria ha espresso “profondo cordoglio” per la morte del detenuto e ha manifestato “massima vicinanza e solidarietà” al personale intervenuto, evidenziando il coraggio e la professionalità dimostrati nel tentativo di salvare una vita e mettere in sicurezza l’istituto.
Per il sindacato, l’episodio riporta al centro dell’attenzione le criticità del sistema penitenziario italiano. Tra i problemi evidenziati figurano il sovraffollamento delle carceri, la crescente presenza di detenuti con gravi patologie sanitarie e psichiatriche, la carenza cronica di personale e l’insufficienza delle risorse destinate alla sicurezza e all’assistenza.
La Uil FP rinnova quindi l’appello all’Amministrazione Penitenziaria e alle istituzioni competenti affinché vengano adottati interventi concreti per rafforzare gli organici, potenziare l’assistenza sanitaria e psichiatrica e migliorare gli standard di sicurezza negli istituti di pena, dotando gli operatori degli strumenti necessari per affrontare emergenze sempre più complesse.











