Il proprietario fuggì nel 1937, abbandonando l’auto nel proprio cortile. Le autorità decisero di affondarla e da allora sparì nel nulla.
Una delle vicende più affascinanti nella storia dei ritrovamenti di auto d’epoca ha avuto come protagonista una Bugatti Type 22, automobile sportiva e da competizione prodotta tra il 1914 ed il 1926.
L’autovettura venne acquistata in modo del tutto regolare dall’architetto svizzero Marco Schmuklerski, che successivamente si trasferì ad Ascona, sulla sponda svizzera del Lago Maggiore, senza però mai pagare i dazi doganali e le imposte previste dalla legislazione svizzera per l’importazione dell’auto dalla Francia.
Nel lontano 1937, Schmuklerski lasciò improvvisamente il Paese, abbandonando la Bugatti nel cortile della propria abitazione; nel giro di poco tempo, le autorità svizzere venute a conoscenza del mancato pagamento degli oneri previsti dalla legge, affrontarono la questione in un modo del tutto originale ed al giorno d’oggi quasi inconcepibile.
A quell’epoca, infatti, le disposizioni normative per la fattispecie prevedevano la distruzione del veicolo, ma per non affrontare i costi di demolizione al tempo significativi, decisero di trasportare l’auto fino alla riva del lago e la fecero affondare alla ragguardevole profondità di cinquantatre metri.
In quegli anni il gesto apparve come la risoluzione definitiva di un problema ma, con il passare del tempo, l’affondamento della Bugatti iniziò ad attirare le attenzioni degli appassionati, dei collezionisti ma sopratutto degli immersionisti subacquei per i quali il relitto della Bugatti diventò una sorta di “icona” tra auto storiche sommerse.
Nel corso del tempo, la presenza della vettura sul fondale divenne sempre più nota tra i subacquei locali e, nonostante il deterioramento causato dall’acqua, il relitto mantenne intatto il suo fascino e divenne una sorta di “attrazione sommersa” a causa anche della sua rarità.
Dopo settant’anni di oblio sui fondali del lago Maggiore, il relitto venne portato fuori dall’acqua grazie ad una complessa operazione di recupero.
La Bugatti Tipo 22 fu messa all’asta ed acquistata dal collezionista americano Peter Mullin per una cifra di circa 260.000 euro, ma contrariamente a quello che in tanti si aspettarono, non si procedette al restauro, come invece veniva fatto spesso di fronte a ritrovamenti di particolare interesse storico.
La decisione adottata dal nuovo proprietario destò molte perplessità tra gli appassionati, tra i quali molti perà furono d’accordo con la scelta di Peter Mullin in quanto l’auto, rimanendo sostanzialmente nelle condizioni in cui venne ritrovata, divenne una testimonianza autentica del proprio passato, come un pezzo unico nella storia dell’automobilismo storico mondiale.
Una vicenda assolutamente originale che dopo oltre settant’anni ha riportato alla luce un’autentica “icona” tra le vetture sportive d’epoca.













