Nel pomeriggio di ieri, a Uta, i Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato un 55enne del circondario, gravemente indiziato di combustione illecita di rifiuti.
L’operazione si è svolta intorno alle 15:00 nel corso di un mirato servizio perlustrativo per il controllo del territorio e la tutela ambientale. I militari dell’Arma, allarmati da un’intensa e acre colonna di fumo nero visibile a distanza, hanno tempestivamente raggiunto un’area pubblica a ridosso di abitazioni private.
Sul posto gli operanti hanno sorpreso l’uomo nell’atto di appiccare e alimentare il fuoco per smaltire diversi cumuli di rifiuti, tra i quali figuravano anche rifiuti speciali quali pneumatici fuori uso per autovetture, la cui combustione incontrollata genera fumi densi ad elevata tossicità e concreto rischio per la salute pubblica.
Analogamente, qualche giorno fa, i Carabinieri forestali del centro anticrimine natura di Cagliari hanno sorpreso un giovane mentre stava bruciando rifiuti su un terreno di sua proprietà.
La fattispecie contestata si inquadra nella disciplina sanzionatoria a tutela dell’ambiente introdotta dall’art. 256-bis del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale), che punisce con la reclusione da due a cinque anni chiunque appicchi il fuoco a rifiuti abbandonati o depositati in maniera incontrollata, prevedendo un aggravio di pena (reclusione da tre a sei anni) qualora l’abbruciamento riguardi rifiuti pericolosi o speciali.










