Hanno 19 e 25 anni, sono residenti a Pula e Serramanna e sono finiti sotto indagine nell’ambito della vasta operazione nazionale contro l’incitamento alla violenza attraverso i social network. I due giovani sono accusati, a vario titolo, di apologia e istigazione online a commettere atti di resistenza e violenza contro le forze dell’ordine, devastazione e saccheggio.
Uno dei due è italiano di seconda generazione, figlio di padre libico e madre tunisina. Entrambi sono stati sottoposti a perquisizione dalla Digos nell’ambito dell’attività investigativa che punta a individuare chi, attraverso chat, piattaforme social e altri canali online, avrebbe alimentato appelli ad azioni violente in occasione delle recenti manifestazioni di piazza.
L’operazione, condotta dalla Digos in collaborazione con la Polizia postale, ha interessato 23 città italiane, con un bilancio complessivo di 60 perquisizioni. Tra queste anche quelle eseguite in provincia di Cagliari. Gli investigatori stanno passando al vaglio i contenuti pubblicati e condivisi dai due giovani per accertare eventuali responsabilità e ricostruire i collegamenti con i messaggi di istigazione finiti al centro dell’inchiesta. Le ipotesi di reato restano al vaglio dell’autorità giudiziaria.











