Questa mattina i carabinieri della compagnia di Cagliari hanno eseguito cinque decreti di perquisizione, disposti dalla procura, nell’ambito degli accertamenti avviati sulla vicenda. È un caso che impone molta cautela, perché al centro c’è un undicenne e perché i 5 ragazzi, che risultano indagati, sono a loro volta minorenni.
Le contestazioni sono pesanti, oltre che numerose, e riguardano, a vario titolo e in concorso tra loro: violenza sessuale di gruppo, furto aggravato, atti persecutori, violenza privata e divulgazione illecita di video sessualmente espliciti. Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori ci sono anche alcuni video che ritraggono l’aggressione sessuale ai danni del minore, ed è esattamente sulla loro eventuale ulteriore diffusione che si stanno concentrando gli accertamenti dell’Arma.
I carabinieri, inoltre, stanno monitorando ogni possibile condivisione delle immagini, con una priorità precisa: tutelare il bambino. La diffusione del materiale, da quanto spiegano gli investigatori, può infatti configurare un ulteriore reato, anche quando si tratta di persone adulte. È un aspetto particolarmente delicato dell’inchiesta, poiché una violenza non dovrebbe continuare a vivere attraverso uno schermo, né trasformarsi in immagini che passano di mano in mano. È proprio per questo che gli investigatori stanno prestando particolare attenzione anche a ciò che potrebbe accadere dopo l’aggressione.
Gli accertamenti sono ancora in corso e dovranno fare piena luce sulla vicenda e sulle responsabilità individuali. Per i cinque giovani, al momento, si parla quindi di indagine e non di colpe accertate: resta ferma la presunzione di innocenza prevista dalla legge.













