West Nile, aumentano i casi in Sardegna e sale la preoccupazione nel Medio Campidano dopo un decesso e un contagio a San Gavino. Anticipata la disinfestazione, “in contesti domestici in sottovasi, tombini, pozzetti e simili le zanzare proliferano”.
Un virus da non sottovalutare, il decorso della malattia è variabile e potrebbe generare complicanze tali da compromettere seriamente la salute di chi viene colpito. Così è accaduto a San Gavino dove una donna è deceduta e un altro cittadino è ricoverato in gravi condizioni in ospedale.
A Collinas, centro a pochi chilometri da San Gavino, il sindaco Francesco Sanna ha già dotato i cittadini di un kit antilarve e ora interviene con un ulteriore passo per contrastare la proliferazione delle zanzare.
“Raramente, soprattutto nelle persone debilitate, la febbre del Nilo può complicarsi in forme neurologiche gravi che possono lasciare esiti permanenti o possono determinare il decesso del paziente. Un rischio per la salute pubblica, per cui l’azione più efficace di contrasto è la prevenzione che si attua riducendo la popolazione di zanzare nei luoghi maggiormente frequentati dall’uomo” spiega Sanna.
“A Collinas attendevamo le prime piogge per procedere alla disinfestazione, in quanto è nei ristagni d’acqua che avviene la deposizione delle uova di zanzara e la crescita delle larve, ma il recente caso registrato a San Gavino Monreale impone di anticipare le azioni di contrasto.
Pertanto il primo passaggio di disinfestazione verrà eseguito il 12 settembre mentre i successivi saranno effettuati a distanza di 15 giorni. Chi avesse terminato la dotazione di pastiglie antilarvali da mettere nei sottovasi o nei ristagni può richiederne ulteriore confezione presso l’ufficio della polizia municipale negli orari di servizio al pubblico”.











