Assemini, la Tari lievita e il servizio, per i cittadini, fa acqua da tutte le parti: proteste infinite, presentata una mozione da parte della minoranza che chiede di “usare il bilancio comunale per calmierare i costi abbattendo la tari almeno del 17%”. Tra le cause del rincaro ci sono gli abbandoni in agro. Puddu: “Questo comporta delle bonifiche che chiaramente si traducono in costi per tutti”.
Tasse su tasse che mettono in ginocchio le famiglie, tra queste quella dei rifiuti che in questi giorni bussa alle porte dei cittadini con un’amara sorpresa: rincarata notevolmente, ha acceso le polemiche in città. Il sindaco Mario Puddu ha affrontato la questione sui social: “Nessuno è contento di pagare più tasse, soprattutto in un periodo in cui il costo della vita continua a pesare sulle famiglie.
Credo però sia mio dovere metterci la faccia e spiegare con chiarezza cosa sta succedendo.
La TARI non è una tassa con cui il Comune fa cassa.
Per legge deve servire a coprire i costi del servizio di raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento dei rifiuti, oltre alla pulizia delle strade.
E purtroppo questi costi sono aumentati sensibilmente.
Sono aumentati i costi del carburante, dell’energia, dello spazzamento delle strade e del trattamento dei rifiuti.
Sono cresciuti anche i costi del personale, a seguito dei rinnovi dei contratti nazionali, che incidono in maniera significativa sull’aumento complessivo.
A questo si aggiungono le difficoltà del Tecnocasic, che in diverse occasioni hanno reso necessario conferire i rifiuti in impianti alternativi, con costi decisamente maggiori.
C’è poi un’altra questione che voglio affrontare apertamente: l’evasione della TARI.
Ci sono cittadini che pagano regolarmente e altri che, pur essendo tenuti a farlo, non pagano. È una situazione che non possiamo accettare, prima di tutto per una questione di giustizia nei confronti di chi rispetta le regole.
Per questo abbiamo avviato attività di recupero dei crediti e, con il nuovo appalto, procederemo a un controllo e aggiornamento delle utenze, incrociando le informazioni disponibili per individuare anche quelle che oggi sfuggono alla tassazione.
Ma non basta chiedere ai cittadini di pagare. Dobbiamo fare la nostra parte per contenere i costi e migliorare il servizio.
Continuiamo a lavorare costantemente per garantire un migliore servizio a fronte delle spese sostenute: per questo rinnovo l’invito a consultare il sito dedicato https://www.assemini-differenzia.it/ dove potrete trovare tutte le info utili al servizio di igiene urbana e i contatti per eventuali segnalazioni o indicazioni per rendere il servizio ancora più efficiente.
Continueremo a sollecitare la Regione e il Tecnocasic affinché il sistema regionale di trattamento dei rifiuti diventi più affidabile e meno oneroso.
So bene che una delle obiezioni più frequenti riguarda le inefficienze e i disservizi che, purtroppo, ancora si verificano nella raccolta dei rifiuti. Ed è proprio per questo che vi invitiamo sempre a segnalarceli.
Le vostre segnalazioni sono importanti perché ci permettono non soltanto di intervenire per risolvere i problemi, ma anche di contestare formalmente le inadempienze all’azienda che gestisce il servizio. In molti casi, infatti, queste contestazioni si traducono nell’applicazione di penali economiche a carico dell’azienda stessa.
Voglio che sappiate che siamo dalla vostra parte e che pretendere un servizio efficiente, soprattutto a fronte dei costi che sostenete, è un vostro diritto e un nostro preciso dovere.
Anche noi cittadini possiamo contribuire continuando a fare bene la raccolta differenziata riducendo così la quantità di secco indifferenziato, che diventa una spesa sempre più esosa, per il nostro Pianeta e per le nostre tasche.
Ovviamente un’altra grossa piaga, che non fa bene alla nostra TARI, sono gli abbandoni in agro: questo comporta delle bonifiche che chiaramente si traducono in costi per tutti.
A questo riguardo anticipo che è al nostro vaglio un sistema di videosorveglianza atta, tra le altre finalità, anche a contrastare questo increscioso fenomeno.
Infine, una notizia importante: Assemini potrà beneficiare di un contributo regionale destinato a mitigare i costi del servizio di raccolta dei rifiuti per le annualità 2026, 2027 e 2028.
Non pretendo che queste spiegazioni rendano più gradito un aumento. Ma credo che i cittadini abbiano diritto di conoscere le ragioni delle scelte e, soprattutto, di sapere cosa stiamo facendo per cercare di contenere i costi futuri.
È una responsabilità che, come Sindaco, mi assumo fino in fondo”.
Chiediamo al sindaco e al presidente del consiglio di convocare con urgenza il consiglio comunale, discuterla e adottarla.
Si può fare” spiega Diego Corrias, “già fatto dal sottoscritto nella giunta Licheri sotto Covid con 1mln del bilancio comunale.
L’aumento è riconducibile in larga parte all’aumento generalizzato dei prezzi, conseguenza del deteriorarsi del contesto geopolitico, in particolare quello del quadrante mediorientale. L’aumento della TARI contribuisce ad aggravare il peso su bilanci familiari che già risentono dell’aumento degli aumenti di luce, gas, affitti e mutui (che nel caso di tasso variabile risentono direttamente dell’aumento del costo del denaro con conseguente aumento degli importi delle rate) e perfino delle spese quotidiane, perché il costo del carrello della spesa è anch’esso sensibilmente aumentato.
L’aumento del costo è considerato particolarmente ingiusto perché il servizio di igiene urbana asseminese è percepito dagli asseminesi come carente sotto diversi punti di vista, primo fra tutti la gestione dell’ecocentro comunale e la mancata riscossione che grava sul costo di chi paga. È chiara la difficoltà dell’attuale amministrazione comunale nella pianificazione del servizio e nel controllo della regolare esecuzione del contratto, prova ne è l’incapacità ad oggi di bandire l’appalto per un servizio che è scaduto da circa due anni, con pregiudizio sull’aggiornamento e evoluzione dei servizio”.
Infatti ad Assemini il servizio di raccolta dei rifiuti prosegue da quasi due anni con un contratto scaduto e prorogato. Questo significa continuare a gestire il servizio attraverso proroghe contrattuali, anziché attraverso un nuovo affidamento che avrebbe consentito di definire un quadro economico e gestionale per gli anni successivi. Nel frattempo, il costo complessivo previsto dal Piano Economico-Finanziario è passato da 4.090.000 euro nel 2025 a 4.725.265 euro nel 2026. Un aumento di oltre 635.000 euro in un solo anno, sul quale è necessario fare chiarezza, anche rispetto alle conseguenze dei ritardi nel nuovo affidamento.
C’è poi la mancata riscossione della TARI che si aggirerebbe intorno al 40%. Di fronte a un dato così preoccupante, risulta ancora più discutibile la scelta dell’Amministrazione di non aderire alla rottamazione quinquies, rinunciando a uno strumento che avrebbe potuto favorire il recupero di parte dei debiti pregressi attraverso l’eliminazione di sanzioni e interessi.
Ad oggi non è stata nemmeno prevista una definizione agevolata comunale, con condizioni di pagamento sostenibili per famiglie e imprese in difficoltà. Perché rinunciare anche a questa opportunità? Chi evade volontariamente deve essere sanzionato, ma esistono strumenti per aiutare chi vorrebbe mettersi in regola e non riesce a farlo. Strumenti che l’Amministrazione ha scelto di non adottare.
Anche le scelte che non si fanno sono scelte politiche. Chiediamo al Sindaco, che mantiene anche la delega al Bilancio, spiegazioni puntuali e documentate sull’aumento della TARI e sugli interventi adottati per contenere i costi del servizio e recuperare i crediti non riscossi.
Il rendiconto 2025 evidenzia oltre 48 milioni di euro di avanzo di amministrazione, di cui circa 7 milioni di quota disponibile. Chiediamo se l’Amministrazione comunale abbia valutato o meno la possibilità di destinare parte di queste risorse ad agevolazioni che riducano il peso della TARI su famiglie e imprese. Perché, prima di chiedere nuovi sacrifici ai cittadini, occorre utilizzare le possibilità concrete per alleggerirli.”













