Non il nuovo stadio, ma le condizioni con cui verrà realizzato e gestito per i prossimi cinquant’anni. È questo il messaggio lanciato in Aula dal consigliere comunale Giuseppe Farris nel corso della seduta convocata per discutere la proposta di affidamento della concessione per la realizzazione e gestione, in condizioni di equilibrio economico-finanziario, del nuovo stadio di Cagliari, prevista all’ordine del giorno del Consiglio comunale. Farris ha aperto il suo intervento con un episodio accaduto poche ore prima in un bar cittadino. Una signora gli aveva chiesto se il Consiglio fosse chiamato a decidere se costruire o meno il nuovo stadio. “No – ha spiegato – oggi decidiamo se la convenzione che impegnerà il Comune per cinquant’anni sia davvero conforme all’interesse pubblico”.
Pur riconoscendo che il progetto è stato migliorato rispetto alle versioni precedenti, il consigliere ha sostenuto che proprio queste modifiche dimostrano come le osservazioni dell’opposizione fossero fondate. Ha poi criticato il percorso seguito dall’amministrazione, accusando Giunta e uffici di aver negoziato direttamente con il proponente, lasciando al Consiglio il compito di ratificare decisioni già assunte.
Nel merito, Farris ha definito poco affidabile il piano economico-finanziario, sostenendo che solo il canone del Cagliari Calcio e l’accordo sui diritti di denominazione offrano reali garanzie, mentre per hotel, centro benessere, area commerciale ed eventi mancherebbero un piano industriale e un’adeguata analisi di mercato. Tra le principali contestazioni anche il fatto che gran parte dei ricavi generati dal nuovo impianto resterebbero al Cagliari Calcio, mentre il Comune incasserebbe un canone che il consigliere ha definito “simbolico”. Farris ha inoltre criticato le clausole di riequilibrio economico della convenzione, ritenendo che trasferiscano sul Comune parte dei rischi dell’investimento.
Al termine dell’intervento il consigliere di Civica 2024 ha depositato agli atti una memoria tecnica con le proprie osservazioni. “Non chiedo che vengano condivise le mie conclusioni – ha affermato – ma che si tenga presente una cosa: noi siamo amministratori temporanei, questa convenzione durerà cinquant’anni. L’inaugurazione dello stadio durerà un giorno, gli obblighi che oggi assumiamo resteranno per mezzo secolo”.









