Bilancio in chiaroscuro per le prime tre settimane dei saldi estivi 2026. A fotografare l’andamento delle vendite è il primo monitoraggio realizzato da FISMO Confesercenti su un campione di 100 negozi di abbigliamento e calzature, distribuiti in modo uniforme sul territorio regionale. Il quadro che emerge è caratterizzato da risultati differenziati, ma senza significativi scostamenti tra le diverse aree della regione.
Il 37% degli operatori intervistati segnala una flessione delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2025. Nella quasi totalità dei casi si tratta di una contrazione contenuta, inferiore al 15%, mentre soltanto il 7% delle imprese registra cali più marcati. Sul fronte opposto, il 34% dei commercianti dichiara un incremento delle vendite, generalmente compreso tra lo 0 e il 15%. Il restante 29% riferisce invece risultati sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno.
A preoccupare maggiormente è la situazione dei centri storici e delle attività commerciali della fascia medio-bassa.
“Il quadro è complessivamente omogeneo sul territorio regionale – commenta il direttore regionale di Confesercenti, Gian Battista Piana – ma emerge con sempre maggiore evidenza la sofferenza dei centri storici e delle attività della fascia medio-bassa del commercio. Non siamo più di fronte soltanto a una flessione legata alla congiuntura, ma a una contrazione strutturale dei consumi che rischia di compromettere la tenuta del commercio di prossimità. Tengono invece meglio le località costiere e le aree a vocazione turistica, sostenute anche dai flussi di visitatori”.
Il monitoraggio evidenzia anche un cambiamento nelle abitudini di acquisto dei consumatori. Il caldo eccezionale che ha caratterizzato gran parte del mese di luglio ha ridotto la presenza delle persone nei centri cittadini e scoraggiato lo shopping legato al semplice passeggio, con una conseguente diminuzione degli ingressi nei negozi. Un minor afflusso, tuttavia, non si è tradotto automaticamente in un calo proporzionale delle vendite.
“Nei negozi entra meno gente rispetto al passato – prosegue Piana – ma chi entra è molto più orientato all’acquisto. Anche le temperature eccezionalmente elevate hanno inciso, scoraggiando il passeggio e gli acquisti d’impulso. Diminuisce il cliente curioso, mentre aumenta quello che esce di casa con un’esigenza precisa. Per questo, nonostante il numero inferiore di ingressi, i volumi di vendita in molti casi hanno retto meglio del previsto. È il segnale di un consumatore più selettivo e consapevole, che programma i propri acquisti e difficilmente entra in un negozio senza l’intenzione di comprare”.
Secondo FISMO Confesercenti, a perdere progressivamente efficacia è anche il tradizionale appuntamento con i saldi. La continua successione di promozioni e sconti anticipati durante l’anno avrebbe infatti finito per ridurne il carattere di eccezionalità, indebolendone l’attrattività sia per i consumatori sia per le imprese.
“Oggi i saldi sono penalizzati da promozioni continue e sconti anticipati che si susseguono durante tutto l’anno – sottolinea il presidente di Confesercenti Roberto Bolognese –. In queste condizioni perdono il loro carattere di eccezionalità e diventano meno attrattivi sia per i consumatori sia per le imprese. È un meccanismo che finisce per penalizzare soprattutto i negozi di vicinato, che non possono sostenere una competizione permanente sul prezzo”.
Da qui la richiesta dell’associazione di intervenire sulla normativa nazionale e di ripensare il sistema dei saldi.
“Abbiamo promosso una petizione per posticipare l’inizio dei saldi, che oggi partono quando la stagione è appena iniziata. Servono regole uniformi su tutto il territorio nazionale e condizioni di maggiore equilibrio tra il commercio tradizionale e l’e-commerce. Restituire valore ai saldi – conclude Bolognese – significa rafforzare la competitività dei negozi di vicinato e preservare un patrimonio economico e sociale fondamentale per i nostri centri urbani”.











