Sempre peggio in aeroporto a Cagliari, dove il controesodo continua a provocare pesanti disagi ai passeggeri in partenza. Lunghe code ai controlli, attese estenuanti, nervosismo e il timore concreto di arrivare troppo tardi al gate stanno accompagnando ormai da giorni le partenze dallo scalo di Cagliari-Elmas.
Quello che sta accadendo non sembra più essere un episodio legato alle giornate di maggiore affluenza, ma una situazione ormai ricorrente. Il periodo è certamente quello di massimo movimento, con migliaia di turisti che lasciano l’isola al termine delle vacanze, ma l’impressione è che l’attuale organizzazione dei controlli di sicurezza non riesca a sostenere il volume di passeggeri.
Anche con tutti i varchi disponibili operativi, infatti, le file continuano ad accumularsi e ad allungarsi per decine di metri, fino a invadere gli spazi della sala d’attesa all’ingresso dell’aeroporto. Una scena che si è ripetuta più volte negli ultimi giorni e che restituisce con chiarezza la portata dei disagi.
Le code sono così lunghe da raggiungere la zona dell’ingresso dello scalo, con centinaia di persone costrette ad attendere prima di poter raggiungere i gate.
Per i viaggiatori non si tratta soltanto di un problema di comodità. In molti hanno rischiato seriamente di perdere il proprio volo e, in alcuni casi, questo è effettivamente accaduto. Il risultato è un viaggio che comincia sotto il segno dello stress, con la necessità di arrivare in aeroporto con largo anticipo per avere qualche garanzia di riuscire a superare i controlli in tempo.
Il paradosso è che ormai anche per una tratta breve, come quella da Cagliari verso Roma, i passeggeri sono costretti a programmare l’arrivo in aeroporto almeno due ore prima della partenza, spesso proprio per scongiurare il rischio di rimanere bloccati in coda.
Il controesodo, dunque, porta alla luce una criticità che non riguarda più soltanto qualche giornata eccezionalmente affollata. Se le code davanti ai controlli continuano a trasformarsi in una costante, diventa sempre più urgente interrogarsi sulla capacità dello scalo di gestire i picchi di traffico e garantire ai passeggeri un servizio adeguato anche nei periodi di maggiore affluenza.












