Non è più una criticità, è un vero e proprio collasso assistenziale. Il reparto di Neuropsichiatria Infantile del Microcitemico, oggi ARNAS Brotzu, non è più in grado di garantire condizioni minime di sicurezza per i piccoli pazienti e per il personale. La denuncia arriva dalla USB PI Sanità, con il Referente Regionale Gianfranco Angioni, che individua nella Regione Sardegna le responsabilità dirette di questo fallimento.
“Siamo arrivati al punto di non ritorno di una crisi che denunciamo da anni e che è stata puntualmente ignorata” – dichiara Angioni – “Avevamo contestato fin dal primo giorno la scelta di collocare la Neuropsichiatria Infantile al quarto piano del Microcitemico. Non è un reparto qualunque: qui arrivano bambini e adolescenti con gravi disturbi del neurosviluppo, crisi comportamentali acute, episodi di aggressività eterodiretta e autodiretta, tentativi di fuga, autolesionismo. Sono pazienti che necessitano di spazi protetti, a misura di bambino, con percorsi di de-escalation e ambienti anti-infortunio. Invece sono stati parcheggiati in un piano alto, con finestre, scale e spazi non adeguati, dove ogni crisi diventa un rischio gravissimo per loro stessi e per chi li assiste”.
Una condizione che espone il personale a un pericolo quotidiano. “Il personale infermieristico e gli operatori socio-sanitari gestiscono ogni giorno crisi dirompenti senza le dotazioni minime di sicurezza, senza organico sufficiente e senza supporto. Sono sempre più frequenti le aggressioni: non sono più episodi eccezionali, sono diventati la routine. E quando un ragazzino in grave scompenso comportamentale va in escandescence, con un organico ridotto all’osso è impossibile garantire sia la sua incolumità che quella degli altri piccoli ricoverati”.
A questo quadro strutturale si è aggiunta ora un’emergenza organica insostenibile. “Non ci sono più le condizioni per coprire i turni in sicurezza e a questo si aggiunge il blocco totale dei fondi per le prestazioni aggiuntive. In pratica si chiede al personale di tappare le falle del sistema a costo zero, reggendo da solo un reparto ad altissima complessità comportamentale”.
“Il personale ridotto all’osso rimasto in servizio sta tenendo in piedi il reparto allo stremo, con turni massacranti, solo per garantire i livelli essenziali a bambini fragilissimi. È un sacrificio enorme che la Regione finge di non vedere” – incalza Angioni – “La responsabilità di questo stallo è tutta politica”.
Per questo la USB PI Sanità chiede alla Regione atti immediati: assegnazione in via prioritaria di personale infermieristico per mettere in sicurezza il reparto, sblocco immediato delle risorse per il lavoro aggiuntivo e costituzione urgente di un tavolo interaziendale coordinato dall’Assessorato, con ARNAS Brotzu e ASL, per ridisegnare dalle fondamenta il futuro della Neuropsichiatria Infantile.
“La tutela della salute mentale dei minori con gravi disturbi del comportamento e la dignità del lavoro in sanità non sono negoziabili” – conclude Angioni – “Se non arriveranno risposte concrete fatte di Professionalità e risorse, siamo pronti ad avviare ogni forma di mobilitazione”.











