La sanità in Sardegna è sempre più in emergenza, 3 milioni a chi lavora più in pronto soccorso
L'ha deciso la giunta regionale dopo lo stop, da oggi, ai medici a gettone
L'ha deciso la giunta regionale dopo lo stop, da oggi, ai medici a gettone
Todde, come affermato con chiarezza, ha intenzione di andare avanti senza aspettarsi alcun aiuto da Roma: “Noi ci aspettiamo che quello che abbiamo costituito in termini di misure in queste settimane possa reggere i turni, semplicemente. Abbiamo programmato e adesso ci aspettiamo di raccogliere la programmazione".
Il caso finisce sui banchi del Consiglio Regionale: "Inaccettabile blocco sui microinfusori per diabetici alla ASL 8. La burocrazia non può scavalcare i medici".
“I farmaci equivalenti rappresentano una risorsa strategica fondamentale in quanto favoriscono l'accesso universale alle cure, garantendo ai cittadini gli stessi requisiti di efficacia e sicurezza dei farmaci originatori, ma a costi significativamente inferiori – dichiara Francesca Romana Ramundo, Amministratore Delegato di Sandoz SpA.
Per USB Sanità il momento è quello del passaggio dalla carta alla realtà. “Se le strutture esistono e sono dotate, ora serve verifica pubblica, territorio per territorio e ASL per ASL. Chiediamo trasparenza su 3 punti: quali servizi sono realmente attivi oggi, quanti operatori di ogni profilo professionale vi lavorano, quali sono gli orari effettivi di apertura e presa in carico. Solo così si misura il diritto alla cura”.
“Con l’approvazione della rete Stroke colmiamo un ritardo storico e garantiamo a tutti i cittadini sardi le stesse opportunità di cura, indipendentemente dal luogo in cui vivono”, dichiara la Presidente della Regione ed assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde
“L’associazione dei titolari di farmacia della Sardegna, si scusa per i disagi di questi giorni riscontrati al banco dai pazienti diabetici e dai loro familiari, disagi dovuti alle criticità del passaggio a un nuovo sistema “gestionale”, precisa il presidente Annis.
Posti letto esauriti al Brotzu in numerosi reparti. L’emergenza torna a colpire il principale ospedale della Sardegna, dove la saturazione ...
L'obiettivo è rafforzare la sanità territoriale senza ridurre i posti letto ospedalieri per acuti attualmente attivi
Saranno rafforzati anche gli screening oncologici
Il piano, seguendo le direttive OMS, verte su 5 punti strategici: ridurre l’impatto sanitario sulla popolazione; tutelare gli operatori sanitari grazie all’utilizzo di protocolli appropriati e mascherine; facilitare i servizi e la continuità delle prestazioni essenziali per garantire il benessere dei cittadini e dello stesso sistema sanitario; informare e responsabilizzare la popolazione; coordinamento capillare fra Stato e Regione.
"Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile" – dichiara Alessandro Sorgia. "Abbiamo il farmaco, abbiamo la tecnologia diagnostica, ma manca un'organizzazione territoriale equa. Attualmente, il test molecolare necessario per accedere alla terapia (la biopsia liquida) è concentrato esclusivamente nel centro di riferimento di Sassari. Questo costringe centinaia di pazienti, già provate dalla patologia, a lunghe e faticose trasferte verso il Nord dell'Isola“.
“In Sardegna la situazione è ormai strutturale e diffusa: territori interi senza medici di base, ospedali in sofferenza cronica, Pronto Soccorso al collasso, personale insufficiente e costretto a reggere carichi di lavoro insostenibili. Intere aree interne e periferiche sono sempre più lontane dal diritto effettivo alla cura”, spiega il sindacato.
"Il risultato è già evidente – afferma Angioni –: barelle nei corridoi, ambulanze bloccate in attesa di consegna dei pazienti e operatori sanitari sottoposti a una pressione costante. Il sistema sta perdendo progressivamente efficienza e capacità di risposta".
La polemica è scattata questa mattina: "Una decisione giudicata "affrettata" e priva delle necessarie garanzie, con il trasferimento del servizio e le possibili ricadute sui diritti e sulla tutela dei cittadini".
Pur esprimendo apprezzamento per il lavoro della Commissione consiliare Sanità e politiche sociali, il sindacato sottolinea la necessità di un approfondimento specifico sul ruolo del Brotzu, considerato un pilastro del sistema sanitario isolano.
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