Le due ruote ecologiche si fanno spazio tra le macchine, scatta la protesta di Mura: “Il metodo è lo stesso di via Pergolesi e delle altre strade: si mettono i cartelli coperti con una busta e i cittadini scoprono dell’intervento in questo modo, senza comunicazione ufficiale, senza il minimo di spiegazione e di logica”.
Una polemica senza fine quella delle nuove corsie riservate ai ciclisti, che continuano a dividere residenti e parti politiche. “Che il dialogo e l’ascolto non siano esattamente la cifra dell’amministrazione Zedda lo abbiamo capito da tempo, ma è incredibile che, nonostante le proteste che stanno arrivando da tanti quartieri della città, si continui a realizzare piste ciclabili senza alcun confronto con cittadini e residenti” spiega Roberto Mura..
“Provate solo a pensare a cosa accadrà nelle prossime settimane con l’apertura delle scuole e con questi lavori in corso.
E la domanda è semplicissima: con quale logica?
Parliamo di una delle direttrici già più congestionate della città, attraversata ogni mattina da migliaia di persone dirette verso scuole, università e luoghi di lavoro: restringere ulteriormente la carreggiata significa creare nuove code e nuovi ingorghi, aggravando una situazione già difficile.
Qui le priorità sarebbero altre: mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali, migliorare l’illuminazione, sistemare marciapiedi e viabilità.
Invece si continua con lo stesso metodo: si restringono strade, si eliminano spazi e si modificano quartieri senza ascoltare chi in quei quartieri vive ogni giorno.
Sia chiaro: il problema non è la mobilità sostenibile. Il problema è una mobilità imposta, senza programmazione, senza confronto e spesso senza alcuna aderenza alle reali esigenze della città.
Cagliari non può essere trasformata in un laboratorio sulla pelle dei cittadini. Zedda fermi questa follia e apra finalmente un confronto vero con la città” conclude il Consigliere di Alleanza Sardegna.












