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Cagliari, parola d’ordine inclusione: “La lingua dei segni va insegnata nelle materne”

In consiglio comunale la mozione della consigliera Stefania Loi per garantire pari opportunità comunicative a tutti sin da bambini

di Carolina Mocci
3 Aprile 2025
in cagliari, zapertura1

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Cagliari, parola d’ordine inclusione: “La lingua dei segni va insegnata nelle materne”

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Il Consiglio Comunale di Cagliari si prepara a discutere una mozione di grande rilevanza sociale e inclusiva. Presentata dal centrodestra, con la consigliera Stefania Loi come prima proponente, la proposta mira a introdurre l’insegnamento della Lingua dei Segni Italiana (LIS) e del Metodo Braille sin dalla scuola materna. L’obiettivo è garantire pari opportunità educative e comunicative ai bambini con disabilità uditive e visive, favorendo una società più inclusiva e consapevole. Secondo i dati ISTAT, in Italia si contano circa 1,2 milioni di persone con disabilità uditive e oltre 360.000 con disabilità visive. A Cagliari, queste cifre si traducono rispettivamente in circa 5.000 e 1.500 persone. La mancanza di adeguati strumenti educativi e di comunicazione spesso rappresenta un ostacolo all’inclusione scolastica e sociale di questi individui. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia, sancisce il diritto all’istruzione inclusiva come fondamentale per garantire pari opportunità. L’insegnamento precoce della LIS e del Braille permetterebbe ai bambini con disabilità sensoriali di apprendere e socializzare più facilmente, promuovendo una cultura di rispetto e inclusione fin dalla tenera età. La mozione evidenzia come l’introduzione della LIS e del Braille nelle scuole dell’infanzia non sia soltanto un aiuto per i bambini con disabilità, ma un’opportunità per l’intera comunità scolastica. Studi dimostrano che l’esposizione a metodi di comunicazione alternativi favorisce la socializzazione e l’empatia tra i bambini, riducendo pregiudizi e discriminazioni. L’iniziativa si allinea agli obiettivi del progetto PN Metro Plus 2021-2027, che promuove l’inclusione sociale attraverso interventi mirati all’accesso all’istruzione e ai servizi per tutti i cittadini. Inoltre, la proposta si integra con le iniziative locali del Comune di Cagliari per favorire l’accessibilità e l’inclusione. Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a intraprendere diverse azioni concrete per implementare questa iniziativa: -Valutare l’introduzione della LIS e del Braille nelle scuole materne come materia opzionale, incoraggiando la partecipazione di tutti i bambini per promuovere la consapevolezza e la solidarietà – Formare gli insegnanti e il personale scolastico sull’uso della LIS e del Braille, per garantire una didattica inclusiva e accessibile. – Creare materiali educativi specifici, come libri, giochi didattici e risorse digitali, per facilitare l’apprendimento della LIS e del Braille – Promuovere iniziative di sensibilizzazione nelle scuole, in collaborazione con associazioni di persone con disabilità, per far comprendere l’importanza di una società inclusiva – Partecipare a progetti nazionali ed europei per l’inclusione delle persone con disabilità, con l’obiettivo di ottenere risorse aggiuntive per l’implementazione della proposta – Sostenere politiche educative che favoriscano l’inclusione fin dalla scuola materna, promuovendo una cultura dell’accoglienza e della partecipazione. L’introduzione della LIS e del Metodo Braille nelle scuole dell’infanzia rappresenta un passo importante per abbattere le barriere comunicative e garantire pari opportunità a tutti i bambini. Il Comune di Cagliari si propone di essere un esempio di innovazione sociale, dimostrando che l’inclusione non è solo un obiettivo, ma una realtà che può essere costruita attraverso politiche educative mirate e concrete. La mozione ora attende il voto del Consiglio Comunale, ma il messaggio è chiaro: un’educazione inclusiva è la chiave per una società più giusta e accogliente per tutti.

Tags: Cagliaridisabilità
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