Caldo a scuola, tutti vogliono i condizionatori in aula come a Nuraminis: da Assemini a Sestu si moltiplicano le domande di cittadini e parti politiche per far frequentare gli studenti in spazi refrigerati. La prima campanella è imminente, tra poche settimane tutti nuovamente a scuola, ma se ieri è terminata ufficialmente l’estate meteorologica le temperature indicano ben altro: 37 gradi e la nuova ondata di calore è alle porte, “i nostri ragazzi non possono studiare in condizioni invivibili nell’indifferenza delle istituzioni”.
“Nuraminis lo fa, Sestu cosa aspetta?” domanda i Movimento 5 Stelle del territorio.
“Le ondate di caldo estremo non sono più un imprevisto stagionale, ma una realtà con cui fare i conti ogni anno. Con l’avvio dell’anno scolastico a settembre e le temperature estive prolungate, far stare bambini, ragazzi, docenti e personale ATA in aule trasformate in forni non è sostenibile: mette a rischio la salute (disidratazione, colpi di calore) e compromette il diritto allo studio.
Il Comune di Nuraminis ha dimostrato che quando c’è volontà politica le soluzioni si trovano: con una precisa ordinanza ha riconosciuto l’urgenza sanitaria e stanziato le risorse necessarie per climatizzare le aule delle scuole primarie e secondarie.
Garantire aule vivibili e salubri non è un lusso: è salute pubblica e sicurezza”.
Una richiesta ben precisa viene rivolta all’amministrazione comunale, cioè di “seguire subito questo esempio: Mappatura immediata dello stato degli impianti di raffrescamento e riscaldamento in tutti i plessi scolastici del territorio.
Intervento d’urgenza per stanziare i fondi necessari e installare i condizionatori nelle classi scoperte prima che l’emergenza blocchi la didattica”.
Il sindaco Stefano Anni ha firmato di recente un’ordinanza con la quale sblocca i fondi per l’acquisto dei condizionatori da mettere nelle aule delle acuole elementari e medie. Mentre l’asilo è già dotato di pompe di calore, gli altri plessi no. “Non è un lavoro così semplice – spiega Anni – noi per 9 condizionatori, utilizzando linee esterne per non far lavori dentro le aule, abbiamo impegnato 38 mila euro più Iva. Abbiamo un buon bilancio, abbiamo rinunciato ad altro e privilegiato il benessere degli alunni. Ci vogliono impegni finanziari non indifferenti e non tutti i Comuni ora li hanno”.











