Allarme caldo anche in Sardegna per il ritorno a scuola. Con temperature ancora elevate e aule spesso prive di climatizzazione, cresce il rischio di condizioni difficili per studenti, docenti e personale scolastico. Il problema, già emerso alla fine dello scorso anno scolastico con episodi di malore in diverse scuole italiane, torna a riproporsi con la ripresa delle lezioni.
A livello nazionale appena l’11% delle aule dispone di sistemi di climatizzazione, mentre nella maggior parte degli istituti si ricorre ai ventilatori, considerati insufficienti dalla Società italiana di medicina ambientale (Sima) per garantire condizioni adeguate durante le ondate di calore.
In Sardegna, dove il caldo estivo può protrarsi anche a settembre, l’assenza di impianti di raffrescamento nelle aule rischia di trasformare il rientro a scuola in un problema di sicurezza e salute. Temperature elevate possono favorire disidratazione, malori e difficoltà di concentrazione, incidendo anche sulla qualità dell’attività didattica.
Sindaci, sindacati e medici chiedono quindi di valutare misure straordinarie, compresa la possibilità di posticipare l’avvio delle lezioni nelle giornate caratterizzate da temperature più critiche. L’allarme riguarda in particolare i bambini e gli studenti più giovani, maggiormente esposti agli effetti del caldo prolungato.












