Le precisazioni di Martina Secci, Direttore dei Lavori: “Il canile non è una struttura pubblica, ma è gestito dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC). L’intervento non è un’imposizione esterna, bensì un progetto condiviso ed esplicitamente approvato da tutti i soggetti responsabili della tutela e del benessere degli animali (proprietà, gestori ed enti pubblici). Inoltre, tra il materiale fotografico pubblicato a corredo del vostro articolo figurano immagini relative a terreni privati”.
“Regolarità urbanistica ed esecutiva: l’opera è autorizzata tramite Procedura Abilitativa Semplificata (PAS)
ai sensi del D.Lgs. 28/2011 per impianti a terra e su coperture.
Spazi verdi e sviluppo del parco canino: i pannelli a terra occupano una porzione d’area inutilizzata di circa
7.500 mq, posizionati nel rispetto delle distanze di legge dai confini e dalla strada. Contestualmente, la zona a sud-est del lotto — area più umida e soggetta a criticità idrogeologiche — è destinata alla
realizzazione di un vero e proprio parco per i cani di circa 8.500 mq, integrato con alberazioni ad alto fusto.
Benefici diretti per il benessere animale: gli impianti fotovoltaici a servizio di strutture zootecniche e rifugi
rappresentano un modello virtuoso diffuso in tutta Europa.
L’installazione dei moduli sulle coperture dei box crea una camera d’aria ventilata che garantisce isolamento termico, abbatte l’umidità ed eleva il comfort climatico all’interno dei ricoveri. A ciò si aggiunge l’impatto economico: il risparmio in bolletta e l’autonomia energetica liberano risorse fondamentali che il gestore reinvestirà direttamente in cibo, cure veterinarie e manutenzione”.











