Carloforte, piccola ulcera nella gamba di un bagnante viene aperta dai pesciolini in acqua: lo schizzo di sangue arterioso è stato bloccato grazie alle manovre salvavita, l’emorragia è stata fermata dopo 15 minuti.
“Avevo una piccola ulceretta, i pesciolini hanno continuato a pizzicare sempre nello stesso punto. Uscito dall’acqua, è iniziato uno schizzo di sangue arterioso importante dalla gamba. Mi sono seduto sulla sabbia e ho iniziato immediatamente una forte compressione con il pollice. Ho fatto chiamare il bagnino per l’ottimo supporto e il materiale: complimenti per la bravura e la professionalità.
Abbiamo attivato il 112.
Abbiamo fermato l’emorragia dopo 15 minuti.
Nel frattempo è caduta una signora e ha sbattuto la testa sugli scogli; quindi quando sono arrivati i nostri angeli della croce azzurra li ho dirottati sull’altro paziente codice più a rischio. Dopo sono venuti da me ancora una volta con massima professionalità e dedizione”.
Una mattinata movimentata, insomma, “un grazie di cuore al giovane bagnino, alla Croce Azzurra e al bar Drafin Blue per ghiaccio e supporto.
Oggi che ha Carloforte non c’è purtroppo il servizio di Guardia Medica: pensa se se non avessimo risolto !!! Questa cosa non esiste in un periodo di tanto affollamento.
Se fosse subentrato il panico o il non sapere cosa fare, specie se si è da soli, la perdita dei sensi avviene in pochi minuti, così come lo svenimento ….e poi….. se persiste ….Qualcun altro scriverà il post”.
Dottor Conte offre dei preziosi consigli: “EMORRAGIA ARTERIOSA O VENOSA: RICONOSCERLA PUÒ SALVARE UNA VITA
In sala operatoria la differenza è ovvia. Fuori, in strada o a casa, saperla riconoscere in pochi secondi fa la differenza tra un intervento efficace e uno inutile — o dannoso.
Come distinguerle?
Arteriosa: sangue rosso vivo, getto pulsante (sincrono col battito), perdita rapida e abbondante a schizzo . Alta pericolosità: shock ipovolemico in pochi minuti. Morte in poco tempo se non si interviene in modo adeguato. Venosa: sangue rosso scuro, flusso continuo e costante, non pulsante. Generalmente più gestibile, ma pericolosa se il vaso è di grosso calibro.
Primo soccorso : cosa fare?
Chiama subito il 112 spiega luogo e situazione e urgenza in modo chiaro
Compressione diretta sulla ferita con panno pulito/garza, pressione ferma e continua (non sollevare per “controllare”).
Se il sanguinamento non si arresta, aggiungi altro materiale sopra, senza rimuovere il primo strato.
Solleva l’arto sopra il livello del cuore, se possibile.
Il laccio emostatico è l’ultima risorsa: solo per emorragie arteriose massive e non controllabili, su arto, annotando l’ora di applicazione. Si possono creare anche dei lacci provvisori con quello che si ha.
Mai rimuovere corpi estranei conficcati: tamponare intorno.
Monitora i segni di shock: pallore, sudorazione fredda, tachicardia, confusione.
Il punto chiave: la compressione diretta e continua risolve la maggior parte delle situazioni, prima ancora di pensare al laccio. È il gesto più semplice e il più sottovalutato. Va tenuta almeno 4 minuti in massima compressione per favorire il tappo piastrinico ed il coagulo”.













