L’immagine, scattata ieri da una lettrice di Casteddu Online, mostra “le condizioni inaccettabili in cui versa la pedana destinata a garantire il transito di carrozzine e passeggini.
La passerella in legno, posata sulla sabbia per facilitare l’accesso alla spiaggia, si interrompe bruscamente e si presenta parzialmente sommersa da cumuli di sabbia. Invece di collegare l’ingresso della spiaggia con la riva, la pedana finisce nel nulla. Questo costringe chiunque abbia ridotte capacità motorie a fermarsi o peggio ancora.rischiare di rimanere bloccato.
Si evidenzia la mancanza di manutenzione in quanto i listelli sono coperti di sabbia, segno di una cura assente da parte delle istituzioni di competenza, evidente pendenza e dislivelli.
La fine della pedana crea uno scalino di sabbia insuperabile per una sedia a rotelle senza un aiuto esterno. Il diritto al mare negato, un servizio a metà non è un servizio, ma una barriera architettonica e psicologica. Le spiagge inclusive devono garantire autonomia e sicurezza dall’inizio alla fine del percorso.
Situazioni come questa dimostrano come, troppo spesso, l’accessibilità venga gestita come un obbligo burocratico da spuntare su una lista, piuttosto che come un diritto fondamentale da garantire quotidianamente.
I cittadini e i turisti chiedono un intervento immediato delle autorità competenti per ripristinare la continuità della passerella e garantire a tutti, nessuno escluso, il diritto di godersi il mare”.












