Il racconto drammatico di quanto accaduto ieri: “L’ennesima persona ha rischiato di morire annegata. Nei tratti non serviti dagli stabilimenti non esiste una torretta di salvamento, bagnino e salvagente.
Se una persona dovesse trovarsi in difficoltà o se un bagnante venisse trascinato a fondo dalla corrente, l’unica speranza è l’eroismo delle persone che lavorano lì, come è successo ieri per l’ennesima volta”.
Una persona infatti ha rischiato di annegare ed è stata salvata da due bagnanti che senza esitare hanno recuperato il malcapitato, aiutati poi dai bagnini degli stabilimenti.
“Le istituzioni hanno deciso che la vita in questo tratto di costa vale zero?” prosegue un cittadino presente ieri in spiaggia.
“Se non fosse stato grazie alla prontezza e alla generosità dei bagnini degli stabilimenti e dei titolari dei chioschi de Su Giudeu, che si sono prodigati con defibrillatore e mezzo proprio per per portare i paramedici, i soccorsi sappiate che non sarebbero arrivati per tempo, i mezzi del 118 erano bloccati al parcheggio, con l’impossibilità di accedere alla spiaggia perché è difficile passare poiché gli accessi sono ostruiti”.
Cinque minuti di ritardo significano, insomma, “una condanna a morte.
Non si può aspettare il morto sulla spiaggia per organizzare al meglio un servizio di sicurezza, perché assicurare la sicurezza non deve essere un lusso ma un dovere”.












